Foglio Illustrativo: TRENTAL 400 mg compresse a rilascio modificato
1. Descrizione del medicinale
Trental è un medicinale contenente il principio attivo pentossifillina, appartenente alla classe degli emorreologici. Il farmaco è disponibile in compresse a rilascio modificato contenenti 400 mg di pentossifillina.
La pentossifillina è un derivato della metilxantina che agisce migliorando la fluidità del sangue e la deformabilità dei globuli rossi, facilitando così la perfusione sanguigna a livello dei tessuti periferici. Il rilascio modificato della formulazione garantisce un’azione prolungata nel tempo, consentendo una somministrazione ridotta a due-tre volte al giorno rispetto alle formulazioni immediate.
Composizione qualitativa e quantitativa
| Componente | Quantità | Funzione |
|---|---|---|
| Pentossifillina | 400 mg | Principio attivo |
| Ipromellosa | q.s. | Agente di rilascio modificato |
| Cellulosa microcristallina | q.s. | Eccipiente di riempimento |
| Macrogol 6000 | q.s. | Agente legante |
| Stearato di magnesio | q.s. | Lubrificante |
| Diossido di titanio (E171) | q.s. | Colorante rivestimento |
| Idrossipropilcellulosa | q.s. | Rivestimento |
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1 del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP).
2. Indicazioni terapeutiche
Trental è indicato nel trattamento delle vasculopatie periferiche croniche ostruttive, in particolare:
- Claudicatio intermittens: riduzione della distanza di indolenzimento e aumento della distanza di marcia permanente pazienti affetti da arteriopatia periferica obliterante cronica stadi II e III secondo Fontaine
- Angiopatia diabetica: miglioramento dei sintomi legati alla microangiopatia diabetica, inclusa la retinopatia e la nefropatia diabetica precoci
- Ulcerazioni trofiche: coadiuvante nella terapia delle ulcere ischemiche degli arti inferiori di origine arteriosa
- Sindromi vertiginose vascolari: trattamento sintomatico di acufeni, vertigini e cefalee di origine vascolare (applicazione off-label in alcuni paesi, previa valutazione medica)
- Insufficienza cerebrovascolare cronica: miglioramento dei flussi ematici cerebrali in pazienti con ridotta perfusione cerebrale
L’efficacia del trattamento è massima quando associata a modifiche dello stile di vita (cessazione del tabagismo, esercizio fisico controllato, controllo dei fattori di rischio cardiovascolari).
3. Controindicazioni
L’uso di Trental è controindicato nelle seguenti condizioni:
- Ipersensibilità nota alla pentossifillina, ad altre metilxantine (teofillina, caffeina, teobromina) o a qualsiasi eccipiente della formulazione
- Emorragia acuta recente a livello cerebrale o retinico (retina)
- Infarto miocardico acuto
- Gravi aritmie cardiache non controllate
- Ipertensione arteriosa severa non controllata (pressione sistolica superiore a 180 mmHg o diastolica superiore a 110 mmHg)
- Insufficienza epatica grave (Child-Pugh C) o epatite acuta
- Insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) senza adeguamento posologico
- Angina pectoris instabile
- Tendenza emorragica patologica o coagulopatie congenite/acquisite (es. trombocitopenia severa, deficit di fattori della coagulazione)
- Età pediatrica inferiore ai 18 anni (mancanza di dati di sicurezza ed efficacia)
Attenzione: In caso di intervento chirurgico programmato, il trattamento deve essere sospeso almeno 24-48 ore prima dell’intervento per ridurre il rischio di sanguinamento perioperatorio, salvo diversa prescrizione medica.
4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Prima di iniziare il trattamento con Trental, il medico deve valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio nelle seguenti condizioni:
Pazienti con patologie cardiovascolari
La pentossifillina può causare modeste variazioni della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Nei pazienti con coronaropatia stabile, insufficienza cardiaca congestizia o ipertensione controllata, il farmaco deve essere utilizzato con cautela e sotto stretta sorveglianza medica. Eventuali episodi di angina pectoris o palpitazioni richiedono la sospensione del trattamento e la rivalutazione clinica.
Rischio emorragico
Pentossifillina possiede proprietà antiaggreganti piastriniche. Pertanto, nei pazienti in trattamento con:
- Anticoagulanti orali (warfarin, acenocumarolo)
- Antipiastrinici (acido acetilsalicilico, clopidogrel, ticlopidina)
- Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI)
- Antinfiammatori non steroidei (FANS) ad alte dosi
è necessario un monitoraggio clinico e, se indicato, dei parametri di coagulazione (INR, tempo di sanguinamento) per prevenire episodi emorragici. In caso di sanguinamento accidentale o trauma, il trattamento deve essere temporaneamente sospeso.
Patologie epatiche e renali
Nei pazienti con funzionalità epatica o renale compromessa (ma non grave), è necessario ridurre la dose e aumentare l’intervallo tra le somministrazioni. Si raccomanda di non superare i 400 mg due volte al giorno in queste popolazioni. Il monitoraggio degli enzimi epatici (transaminasi, bilirubina) e della funzionalità renale (creatininemia) è consigliato durante trattamenti prolungati.
Pazienti anziani
La popolazione geriatrica (>65 anni) può presentare una clearance ridotta del farmaco. È consigliabile iniziare il trattamento con la dose minima efficace (400 mg due volte al giorno) e aumentare solo se necessario e tollerato, monitorando attentamente gli effetti collaterali, in particolare quelli a carico del sistema nervoso centrale e cardiovascolare.
Soggetti con patologie psichiatriche
Rari casi di agitazione, insonnia o confusione mentale sono stati riportati, soprattutto ad alte dosi. Pazienti con anamnesi positiva per disturbi psichiatrici richiedono una sorveglianza specifica.
5. Interazioni con altri medicinali
La pentossifillina interagisce con diversi farmaci, alterandone la farmacocinetica o la farmacodinamica:
| Classe farmacologica | Esempi | Meccanismo interazione | Azione consigliata |
|---|---|---|---|
| Anticoagulanti | Warfarin, Eparine | Potenziazione effetto anticoagulante | Monitoraggio INR, riduzione dose anticoagulante |
| Antipiastrinici | ASA, Clopidogrel | Aumento rischio emorragico | Monitoraggio clinico, verifica necessità combinazione |
| Cimetidina | Tagamet | Inibizione metabolismo pentossifillina | Possibile riduzione dose pentossifillina |
| Eritromicina | Emicina, altri macrolidi | Aumento livelli ematici pentossifillina | Cautela, possibile aggiustamento posologico |
| Ciprofloxacina | Antibiotico fluorochinolonico | Inibizione CYP1A2 | Monitoraggio effetti collaterali |
| Teofillina | Euphyllin, Teobid | Competizione metabolica, aumento livelli teofillina | Monitoraggio livelli teofillina, rischio tossicità |
| Antiipertensivi | ACE-inibitori, Beta-bloccanti | Potenziale effetto ipotensivo additivo | Controllo pressione arteriosa |
| Ipopoglicemizzanti | Insulina, Sulfaniluree | Potenziazione effetto ipoglicemico | Monitoraggio glicemia |
| Digossina | Lanoxicaps | Variazioni livelli digossina (rare) | Monitoraggio livelli digossina se necessario |
Interazioni con alimenti: L’assunzione di cibi riduce la velocità ma non l’entità dell’assorbimento della pentossifillina. Si consiglia la somministrazione durante i pasti per minimizzare i disturbi gastrointestinali.
Interazioni con alcol: L’uso concomitante di alcol può potenziare gli effetti vasodilatatori e causare ipotensione ortostatica. Si raccomanda di limitare o evitare il consumo di bevande alcoliche durante il trattamento.
6. Posologia e modalità d’uso
La posologia deve essere personalizzata dal medico in base alla gravità della patologia, alla risposta clinica e alla tollerabilità individuale.
Posologia standard
- Adulti:
- 400 mg di pentossifillina (1 compressa) due o tre volte al giorno. La dose massima giornaliera non deve superare i 1200 mg (3 compresse).
- Anziani (>65 anni):
- Iniziare con 400 mg due volte al giorno. Se necessario e ben tollerato, aumentare a tre volte al giorno.
- Insufficienza renale o epatica lieve-moderata:
- Ridurre la frequenza a due volte al giorno (ogni 12 ore) o la dose a 200 mg (se disponibile formulazione) due volte al giorno.
Modalità di somministrazione
Le compresse devono essere deglutite intere con un bicchiere d’acqua, preferibilmente durante o subito dopo i pasti principali. Non dividere, masticare o frantumare le compresse, in quanto il rivestimento a rilascio modificato garantisce il rilascio prolungato del principio attivo. La rottura del rivestimento può causare il rilascio immediato di tutto il principio attivo con conseguente aumento degli effetti collaterali e riduzione della durata dell’azione terapeutica.
Durata del trattamento
Il trattamento della claudicatio intermittens richiede generalmente cicli terapeutici di almeno 8-12 settimane per valutare l’efficacia. In caso di risposta positiva, il trattamento può essere prolungato per mesi o anni sotto controllo medico. Per le angiopatie diabetiche e le microangiopatie, i cicli terapeutici possono variare da 3 a 6 mesi, eventualmente ripetibili dopo periodi di sospensione di 1-2 mesi.
Cosa fare in caso di dose dimenticata
Se si dimentica di assumere una dose, la si prenda non appena se ne ricorda. Se tuttavia è quasi l’ora della dose successiva, salti la dose dimenticata e riprenda il normale schema posologico. Non raddoppi la dose per recuperare quella saltata.
7. Sovradosaggio
Sintomi di sovradosaggio
Non sono stati riportati casi letali di sovradosaggio acuto da pentossifillina, ma dosi eccessive possono causare:
- Segni di eccitazione del sistema nervoso centrale: agitazione, insonnia, tremori, convulsioni
- Segni cardiovascolari: tachicardia, aritmie, ipotensione severa, vampate di calore
- Segni gastrointestinali: nausea intensa, vomito, dolore epigastrico, diarrea
- Segni generici: cefalea pulsante, vertigini, sudorazione profusa, ipertermia
A differenza della teofillina, la pentossifillina ha un indice terapeutico più ampio, ma in caso di ingestione massiva (superiore a 3-4 g in adulti) è necessario l’intervento medico.
Trattamento del sovradosaggio
In caso di sovradosaggio sospettato o confermato:
- Sospensione immediata del farmaco
- Se l’ingestione è recente, lavanda gastrica entro 1-2 ore (se il paziente è cosciente e cooperante)
- Somministrazione di carbone attivo per ridurre l’assorbimento intestinale residuo
- Monitoraggio elettrocardiografico per 24-48 ore
- Trattamento sintomatico: benzodiazepine in caso di convulsioni, beta-bloccanti se tachicardia significativa, liquidi endovenosi se ipotensione
- Emodialisi solo in casi estremi (la pentossifillina è dializzabile ma l’eliminazione renale è parziale)
Contattare immediatamente il Centro Antiveleni o il pronto soccorso più vicino in caso di ingestione accidentale da parte di bambini o di dosi massive.
8. Effetti indesiderati (Reazioni avverse)
Come tutti i medicinali, Trental può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. La frequenza degli eventi avversi è definita secondo la seguente convenzione:
- Molto comune (≥ 1/10)
- Comune (≥ 1/100 e < 1/10)
- Non comune (≥ 1/1.000 e < 1/100)
- Raro (≥ 1/10.000 e < 1/1.000)
- Molto raro (< 1/10.000)
- Non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Disturbi del sistema emolinfopoietico
Rari: Trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi (reversibili alla sospensione del trattamento).
Molto rari: Anemia aplastica, pancitopenia.
Segnali di allerta: Febbre improvvisa, mal di gola, stomatiti, ematomi spontanei. Richiedono esame emocromocitometrico urgente.
Disturbi del sistema immunitario
Non comuni: Reazioni di ipersensibilità, prurito, orticaria.
Rari: Edema angioneurotico, anafilassi, shock anafilattico.
Non nota: Reazioni cutanee severe (sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica), vasculite allergica.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Non comuni: Anoressia transitoria.
Rari: Ipotensione ortostatica (soprattutto all’inizio del trattamento), ipoglicemia (in pazienti diabetici trattati con ipoglicemizzanti).
Disturbi psichiatrici
Non comuni: Insonnia, nervosismo.
Rari: Agitazione, confusione mentale, allucinazioni.
Molto rari: Depressione, ideazione suicidaria.
Disturbi del sistema nervoso
Comuni: Cefalea, vertigini, capogiri.
Non comuni: Sonnolenza, tremori, parestesie, convulsioni (in pazienti predisposti o con sovradosaggio).
Rari: Meningite asettica, neuropatia periferica.
Disturbi dell’occhio
Non comuni: Disturbi della visione (visione offuscata, scotomi), lacrimazione.
Rari: Emorragia retinica (specialmente in pazienti con retinopatia diabetica pregressa).
Disturbi dell’orecchio e del labirinto
Non comuni: Acufeni, ipoacusia transitoria.
Disturbi cardiaci
Comuni: Palpitazioni, tachicardia.
Non comuni: Angina pectoris, aritmie (extrasistoli, fibrillazione atriale).
Rari: Infarto miocardico (associato a patologia coronarica pregressa), edema polmonare acuto.
Disturbi vascolari
Comuni: Vampate di calore, arrossamento cutaneo (flushing), ipotensione.
Non comuni: Cianosi, flebite alla sede di iniezione (per formulazione endovenosa), emorragie (epistassi, gingivorragie).
Disturbi respiratori, toracici e mediastinici
Non comuni: Dispnea, bronchospasmo (in pazienti asmatici).
Rari: Polmonite eosinofila.
Disturbi gastrointestinali
Comuni: Nausea, vomito, dolore epigastrico, dispepsia, diarrea.
Non comuni: Costipazione, gonfiore addominale, xerostomia.
Rari: Epatite colestatica, aumento transaminasi, ittero.
Molto rari: Erosioni gastriche, emorragia gastrointestinale.
Disturbi della cute e del tessuto sottocutaneo
Comuni: Eritema, prurito.
Non comuni: Dermatite esfoliativa, eczema.
Rari: Necrosi cutanea (in casi di vasculite), reazioni fotoallergiche.
Disturbi del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo
Non comuni: Mialgie, artralgie, crampi muscolari.
Rari: Rabdomiolisi (specialmente in associazione con statine).
Disturbi renali e urinari
Rari: Alterazioni della diuresi, ematuria, insufficienza renale acuta (reversibile).
Disturbi generali e condizioni relative alla somministrazione
Comuni: Senso di debolezza, affaticamento.
Non comuni: Edemi periferici, dolore toracico non cardiaco.
Segnalazione degli effetti indesiderati: Se manifesta qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. È possibile segnalare gli effetti indesiderati anche direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/segnala_reazione_avverse. Segnalando gli effetti indesiderati, lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.
9. Gravidanza e allattamento
Fertilità
Non sono disponibili dati sufficienti sull’effetto della pentossifillina sulla fertilità umana. Studi animali non hanno evidenziato effetti teratogeni o tossici sulla riproduzione.
Gravidanza
La sicurezza dell’uso di pentossifillina in gravidanza non è stata stabilita. Studi su animali non hanno mostrato effetti teratogeni diretti, ma sono stati osservati effetti embriotossici ad alte dosi. Pertanto, Trental non deve essere utilizzato durante la gravidanza, specialmente nel primo trimestre, a meno che il beneficio atteso per la madre non superi il rischio potenziale per il feto.
Se il trattamento è indispensabile durante il secondo o terzo trimestre, deve essere effettuato sotto stretta supervisione medica, con la dose minima efficace e per il periodo più breve possibile.
Allattamento
La pentossifillina e i suoi metaboliti attivi (metaboliti 1 e 5) passano nel latte materno in quantità piccole ma non trascurabili. Poiché non sono disponibili dati sulla sicurezza nel neonato, l’uso di Trental è controindicato durante l’allattamento. In caso di necessità terapeutica imprescindibile, si deve interrompere l’allattamento al seno.
10. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Trental può causare vertigini, capogiri e sonnolenza, specialmente all’inizio del trattamento o in seguito ad aumento posologico. Questi effetti possono compromettere temporaneamente la capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari.
I pazienti devono essere avvertiti di non guidare o operare macchinari pericolosi fino a quando non hanno stabilito come reagiscono individualmente al medicinale. L’assunzione concomitante di alcol può potenziare questi effetti sedativi e deve essere evitata prima di guidare.
11. Istruzioni per la conservazione
- Conservare il medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini
- Non conservare a temperatura superiore ai 25°C
- Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità
- Non usare Trental dopo la data di scadenza riportata sulla scatola (SCAD.)
- La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato
- Non gettare i medicinali nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non più utilizzati. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente
12. Informazioni particolari
Contenuto del foglietto
Clicca per vedere ulteriori dettagli sulla formulazione a rilascio modificato
Le compresse di Trental 400 mg utilizzano un sistema di rilascio modificato basato su matrice idrofilica. Quando la compressa entra in contatto con i fluidi gastrointestinali, il rivestimento esterno si idrata formando un gel viscoso. Il principio attivo diffusa attraverso questo gel in modo controllato, garantendo concentrazioni plasmatiche stabili per 8-12 ore. Questo sistema permette di ridurre la frequenza delle somministrazioni giornaliere e di minimizzare i picchi di concentrazione associati a effetti collaterali.
Il profilo farmacocinetico mostra un’emivita di eliminazione di circa 1,5 ore per la molecola madre, ma fino a 6-8 ore per i metaboliti attivi. La biodisponibilità assoluta è del 20-30% a causa dell’effetto first-pass epatico, ma la formulazione a rilascio modificato migliora la costanza dei livelli ematici rispetto alla formulazione immediata.
Compatibilità galenica
Trental compresse non deve essere somministrato contemporaneamente ad antacidi contenenti alluminio o magnesio idrossido, in quanto questi possono alterare il rilascio del principio attivo dal sistema a matrice. Se necessario assumere antiacidi, interporre almeno 2 ore tra le due somministrazioni.
Monitoraggio terapeutico
Per i pazienti in trattamento a lungo termine per arteriopatia periferica, si consiglia:
- Visita medica con valutazione della distanza di claudicazione ogni 3-6 mesi
- Esame emocromocitometrico completo ogni 6 mesi (controllo piastrine e leucociti)
- Esame delle urine annuali (proteinuria in pazienti diabetici)
- Valutazione dei polsi periferici e indice caviglia-brachiale
- Esame del fondo oculare in pazienti con retinopatia diabetica
Pazienti fumatori
Il tabagismo riduce significativamente l’efficacia della pentossifillina, annullando in parte gli effetti emorreologici benefici. È fortemente raccomandata la cessazione dell’abitudine tabagica durante il trattamento per ottenere risultati terapeutici ottimali.
13. Nome e indirizzo del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Sanofi S.r.l.
Via Valcava, 6
20010 Pogliano Milanese (MI)
Italia
14. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio
AIC: 0244190XX (30 compresse)
AIC: 0244191XX (60 compresse)
AIC: 0244192XX (100 compresse)
15. Data della prima autorizzazione e del rinnovo
Data prima autorizzazione: [Data storica]
Data ultimo rinnovo: [Data recente]
16. Data di revisione del testo
Mese/Anno: Novembre 2023
Per informazioni aggiornate su questo medicinale, si rimanda al sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): www.agenziafarmaco.gov.it
Numero verde Sanofi: 800 596414 (servizio gratuito attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00)
Questo medicinale è soggetto a prescrizione medica (RR – ricetta ripetibile/R – ricetta in copia unica secondo la normativa vigente). Conservare il presente foglio illustrativo. La posologia e la durata del trattamento devono essere stabilite esclusivamente dal medico. Non trasmettere il proprio medicinale ad altre persone.





Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.