Hydrochlorothiazide

L’idroclorotiazide è il principio attivo di farmaci conosciuti anche come HCTZ o HCT. Appartiene alla famiglia dei diuretici e serve per abbassare la pressione alta e ridurre il gonfiore causato dalla ritenzione di liquidi. È spesso prescritto per l’ipertensione e l’edema.

Prezzo Hydrochlorothiazide

La fascia di prezzo stimata per la Hydrochlorothiazide va da 0.27€ a 0.54€ per pillole. Ciò si basa sulle dimensioni della confezione e sulla concentrazione di principi attivi (60 o 360 pillole; 25mg, 12.5mg).

COD: hydrochlorothiazide-it Categoria:

Foglio Illustrativo: IDROCLOROTIAZIDE

Denominazione del medicinale: Idroclorotiazide

Principio attivo: Idroclorotiazide

Gruppo terapeutico: Diuretici tiazidici, escluse le associazioni – Codice ATC: C03AA03


1. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 25 mg o 12,5 mg di idroclorotiazide.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1.

2. Forma farmaceutica

Compresse rivestite con film o compresse divisibili.

Descrizione: Compresse rotonde, bianche o giallastre, con eventuale incisione per la divisione.

3. Informazioni cliniche

3.1 Indicazioni terapeutiche

L’idroclorotiazide è indicata per il trattamento di:

  • Ipertensione essenziale (come terapia di prima linea o in associazione ad altri farmaci antiipertensivi)
  • Edema associato a:
    • Scompenso cardiaco congestizio
    • Cirrosi epatica (con o senza ascite)
    • Sindrome nefrosica
    • Insufficienza renale cronica
  • Diabete insipido renale (di tipo nefrogeno)
  • Ipercalciuria idiopatica (prevenzione della formazione di calcoli renali di ossalato di calcio)
  • Ipotensione ortostatica (in casi selezionati)

3.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

La dose deve essere individualizzata in base alla risposta del paziente e alla gravità della condizione clinica.

Indicazione Dose iniziale Dose di mantenimento Dose massima
Ipertensione 12,5-25 mg 1 volta al giorno 12,5-25 mg al giorno 50 mg al giorno*
Edema da scompenso cardiaco 25 mg 1-2 volte al giorno 25-50 mg al giorno 100 mg al giorno
Edema da cirrosi epatica 25-50 mg 1 volta al giorno 25-50 mg al giorno 100 mg al giorno
Edema da sindrome nefrosica 25-50 mg 1 volta al giorno 25-50 mg al giorno 100 mg al giorno
Diabete insipido 50 mg 2 volte al giorno 25-50 mg al giorno 100 mg al giorno
Ipercalciuria 25 mg 2 volte al giorno 25 mg 2 volte al giorno 50 mg al giorno

*Note: Oltre i 25-50 mg al giorno non si osserva generalmente un effetto antiipertensivo maggiore, mentre aumentano gli effetti elettrolitici.

Popolazioni speciali

Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia nei bambini di età inferiore ai 6 mesi non sono state stabilite. Per i bambini di età superiore, la dose usuale è di 1-2 mg/kg al giorno (fino a un massimo di 37,5 mg/die per i bambini fino a 2 anni, e 100 mg/die per i bambini 2-12 anni), suddivisa in 2 somministrazioni.
Anziani
Nei pazienti anziani si raccomanda di iniziare con la dose più bassa efficace (12,5 mg al giorno) a causa del rischio maggiore di ipotensione ortostatica e squilibri elettrolitici.
Insufficienza renale
Nei pazienti con clearance della creatinina 30-90 ml/min, l’effetto diuretico può essere attenuato. Con clearance <30 ml/min, il farmaco è generalmente inefficace e controindicato in caso di anuria.
Insufficienza epatica
Nei pazienti con compromissione epatica avanzata, si raccomanda cautela e monitoraggio frequente degli elettroliti.

Modo di somministrazione

Per via orale. Le compresse devono essere inghiottite intere con un bicchiere d’acqua, preferibilmente al mattino per evitare disturbi del sonno dovuti alla diuresi notturna. Può essere somministrata con o senza cibo.

Nei pazienti con edema refrattario, la somministrazione ogni 2 giorni (a giorni alterni) o per 3-4 giorni consecutivi seguiti da 1-2 giorni di sospensione può ottimizzare l’effetto terapeutico riducendo il rischio di squilibri elettrolitici.

3.3 Controindicazioni

L’idroclorotiazide è controindicata nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità al principio attivo o alle sulfonamidi (a causa del rischio di reazioni crociate)
  • Anuria grave
  • Grave insufficienza renale (clearance della creatinina <30 ml/min)
  • Grave insufficienza epatica con encefalopatia o coma epatico
  • Ipokaliemia grave refrattaria
  • Iponatriemia grave sintomatica
  • Ipercalcemia grave
  • Gravidanza nel secondo e terzo trimestre (vedere sezione 4.6)
  • Allattamento (vedere sezione 4.6)
  • Acidosi metabolica grave
  • Gotta refrattaria o storia di gotta con iperuricemia grave non controllata

3.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Disturbi elettrolitici e metabolici

L’idroclorotiazide può causare squilibri idro-elettrolitici, in particolare:

  • Ipokaliemia: Fattori di rischio includono cirrosi epatica, diuresi rapida, insufficiente apporto di sodio e potassio, iperaldosteronismo secondario. Si raccomanda monitoraggio periodico del potassio sierico, specialmente nei pazienti con aritmie cardiache o in terapia con digitalici. La supplementazione di potassio o l’uso di diuretici risparmiatori di potassio può essere necessaria.
  • Iponatriemia: Può verificarsi specialmente negli anziani e nei pazienti con basso apporto di sodio. Sintomi: nausea, malessere, cefalea, letargia, confusione, convulsioni.
  • Ipomagnesiemia: Spesso associata all’ipokaliemia e più difficile da correggere. Può aumentare il rischio di aritmie cardiache.
  • Ipercalcemia: Riduzione dell’escrezione urinaria di calcio; richiede monitoraggio in pazienti con iperparatiroidismo o storia di calcolosi.
  • Iperuricemia: Può precipitare attacchi di gotta in soggetti predisposti.
  • Iperglicemia: Possibile alterazione della tolleranza al glucosio e necessità di aggiustamento della terapia antidiabetica orale o insulinica.
  • Alterazioni lipidiche: Possibile aumento di colesterolo e trigliceridi.
Reazioni di ipersensibilità

Sono state riportate reazioni di ipersensibilità acuta (angioedema, shock anafilattico, pneumonite eosinofila, dermatite esfoliativa) specialmente in pazienti con allergia ad altre sulfonamidi o all’allopurinolo. In caso di rash cutaneo, interrompere immediatamente il trattamento.

Condizioni specifiche
  • Malattie autoimmuni: Possibile esacerbazione o riattivazione del lupus eritematoso sistemico.
  • Pancreatite: Raramente segnalata; sospendere se si verificano dolori addominali intensi.
  • Glaucoma ad angolo chiuso acuto: Reazione idiosincrasica con miopia acuta e dolore oculare; sospendere immediatamente.
  • Carcinoma mammario maschile: Studi epidemiologici suggeriscono un possibile rischio aumentato con uso prolungato di diuretici tiazidici, sebbene i dati siano controversi.
  • Neoplasie cutanee: Aumentato rischio di carcinoma basocellulare e spinocellulare con esposizione solare prolungata; raccomandare protezione solare adeguata.

Monitoraggio

Prima e durante il trattamento, monitorare regolarmente:

  1. Pressione arteriosa e frequenza cardiaca
  2. Funzionalità renale (creatininemia, azotemia, clearance)
  3. Funzionalità epatica (transaminasi, bilirubina)
  4. Elettroliti sierici (sodio, potassio, magnesio, calcio)
  5. Acido urico sierico
  6. Glicemia ed emoglobina glicata (HbA1c)
  7. Lipidi sierici (colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi)
  8. Esame urine (specialmente per pazienti con diabete insipido)

3.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Classe farmacologica/Esempi Tipo di interazione Raccomandazione
Interazioni farmacodinamiche
Altri diuretici (furosemide, spironolattone) Potenzializzazione dell’effetto diuretico e rischio elevato di disidratazione e ipokaliemia Monitorare elettroliti e funzione renale
Glicosidi digitalici (digossina) Aumento del rischio di tossicità digitalica per ipokaliemia e ipomagnesiemia Monitorare strettamente potassio e livelli digitalici; considerare supplementazione
Farmaci antiaritmici di classe IA e III (chinidina, amiodarone, sotalolo) Rischio aumentato di torsioni di punta per ipokaliemia Monitorare ECG ed elettroliti
Corticosteroidi sistemici, ACTH Potenzializzazione dell’effetto elettrolitico (ipokaliemia) Monitorare potassio
Lassativi abusivi, anfotericina B Rischio grave di ipokaliemia Evitare associazione se possibile
Neurolettici (clorpromazina, aloperidolo), antidepressivi triciclici Rischio aumentato di ipotensione ortostatica Monitorare PA e sintomi vertiginosi
Alcol, barbiturici, narcotici Potenzializzazione dell’ipotensione ortostatica Avvisare il paziente dei rischi
Pressori amine (adrenalina, noradrenalina) Diminuzione della risposta pressoria Possibile necessità di aumento della dose
Curari, tubocurarina Potenzializzazione dell’effetto bloccante neuromuscolare Correggere elettroliti prima dell’anestesia
Interazioni farmacocinetiche e metaboliche
Alte dosi di salicilati (>3 g/giorno) Aumento della tossicità salicilica (competizione renale); riduzione dell’escrezione urinaria di acido urico Monitorare tossicità salicilica
Sulfoniluree, insulina Riduzione dell’effetto ipoglicemizzante; possibile necessità di aggiustamento dose Monitorare glicemia
Farmaci antigotta (probenecid, allopurinolo, sulfinpirazone) Iperuricemia antagonizza l’effetto dei farmaci uricosurici Valutare alternative terapeutiche
Vitamina D, calcio Rischio di ipercalcemia Monitorare calcio sierico
Litio Riduzione dell’escrezione renale di litio con rischio di tossicità Controindicazione relativa; se necessario, monitorare livelli litio e ridurre dose
I farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) Riduzione dell’effetto diuretico, antiipertensivo e antigotta; rischio di deterioramento della funzione renale Usare con cautela; monitorare funzione renale
Inibitori dell’enzima di conversione (ACE) e sartani Rischio di ipotensione eccessiva e insufficienza renale acuta, specialmente con deplezione del sodio Iniziare con basse dosi; monitorare creatininemia
Metformina Rischio di acidosi lattica per possibile insufficienza renale indotta Monitorare funzione renale
Colestiramina, colestipolo Riduzione dell’assorbimento intestinale dell’idroclorotiazide Somministrare idroclorotiazide 4 ore prima o 4-6 ore dopo
Anticolinergici (atropina, biperidene) Aumento della biodisponibilità per riduzione del motilità gastrica e aumento dell’assorbimento Possibile aumento dell’effetto diuretico
Amantadina Riduzione dell’escrezione renale con rischio di tossicità Monitorare tossicità amantadina
Ciclosporina, tacrolimus Rischio di nefrotossicità e iperuricemia Monitorare funzione renale e acido urico
Metotrexato Rischio di tossicità ematologica per riduzione dell’escrezione renale Monitorare emocromo
Baclofene Potenzializzazione dell’effetto antiipertensivo Monitorare PA
Tioridazina Rischio aumentato di aritmie ventricolari per ipokaliemia Evitare associazione o monitorare ECG

3.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza

L’idroclorotiazide attraversa la barriera placentare.

  • Primo trimestre: Non ci sono dati clinici controllati. Usare solo se chiaramente necessario.
  • Secondo e terzo trimestre: Controindicata. L’uso di diuretici tiazidici in questa fase può causare:
    • Ipoperfusione fetoplacentare con rischio di ritardo di crescita intrauterino
    • Ipoplasia del cranio nel neonato
    • Trombocitopenia neonatale
    • Iponatriemia e ipokaliemia nella madre che possono compromettere il feto
    • Pancreatite neonatale
    • Ittero neonatale

Se il paziente rimane incinta durante il trattamento, interrompere immediatamente il farmaco.

Allattamento

L’idroclorotiazide viene escreta nel latte materno in quantità piccole (concentrazioni simili a quelle plasmatiche). Tuttavia, può sopprimere la lattazione e causare ipokaliemia nel lattante. Controindicata durante l’allattamento. In caso di necessità imperativa, interrompere l’allattamento.

3.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

L’idroclorotiazide può causare vertigini, sonnolenza, confusione mentale e visione offuscata, specialmente all’inizio del trattamento o dopo aumenti di dose. Può inoltre causare ipotensione ortostatica con rischio di svenimenti.

I pazienti devono essere avvisati di non guidare veicoli o usare macchinari pericolosi finché non è accertata la loro reazione individuale al farmaco. Particolare cautela è richiesta quando si assumono contemporaneamente alcol o altri sedativi.

3.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse sono elencate per sistema organico e frequenza. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 a <1/10), non comune (≥1/1000 a <1/100), raro (≥1/10000 a <1/1000), molto raro (<1/10000), non nota (frequenza non valutabile dai dati disponibili).

Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazione avversa
Disturbi del sistema immunitario
Raro Reazioni di ipersensibilità (rash cutaneo, prurito, orticaria, angioedema)
Molto raro Shock anafilattico, pneumonite eosinofila
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto comune Ipokaliemia (specialmente con dosi >50 mg/die)
Comune Iperuricemia, iperglicemia, alterazioni lipidiche (iperlipidemia)
Non comune Iponatriemia, ipomagnesiemia, ipercalcemia
Raro Iperazotemia, acidosi metabolica, ipocloridemia alcalosi
Molto raro Ipoproteinemia con edema, diabete mellito de novo o esacerbazione
Disturbi psichiatrici
Raro Depressione, irritabilità, sonnolenza, insonnia
Molto raro Confusione mentale, allucinazioni
Disturbi del sistema nervoso
Comune Vertigini, cefalea, parestesie
Non comune Sincope, neuropatia periferica
Raro Correa (movimenti involontari), convulsioni (secondarie a iponatriemia grave)
Disturbi dell’occhio
Non comune Visione offuscata, riduzione della lacrimazione
Raro Glaucoma ad angolo chiuso acuto transitorio (miopia acuta, iperemia oculare, dolore oculare), xantopsia (visione gialla)
Disturbi dell’orecchio e del labirinto
Raro Vertigini labirintiche, tinnitus
Disturbi cardiaci
Comune Ipotensione ortostatica, palpitazioni
Non comune Arresto cardiaco, aritmie (secondarie a squilibri elettrolitici)
Raro Angina pectoris, blocchi atrio-ventricolari
Disturbi vascolari
Comune Necrosi cutanea per vasculite (raramente)
Non comune Trombosi embolica, vasculite necrotizzante
Disturbi respiratori, toracici e mediastinici
Non comune Congestione nasale, distress respiratorio
Raro Pneumonite, edema polmonare
Disturbi gastrointestinali
Comune Nausea, vomito, anoressia, dolore addominale, costipazione
Non comune Diarrea, dispepsia, crampi gastrici, sialoadenite (infiammazione ghiandole salivari)
Raro Pancreatite acuta, ittero colestatico, epatite intraepatica colestatica
Disturbi epatobiliari
Raro Insufficienza epatica, encefalopatia epatica (in pazienti con cirrosi pregressa)
Disturbi della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune Rash, fotosensibilità
Non comune Purpura, eruzione cutanea maculopapulare, orticaria
Raro Dermatite esfoliativa (sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica), lupus eritematoso cutaneo o sistemico, eritema multiforme, alopecia, psoriasi (esacerbazione o de novo)
Non nota Carcinoma cutaneo non melanoma (basocellulare e spinocellulare) con esposizione UV prolungata
Disturbi del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune Crampi muscolari (secondari a ipokaliemia), debolezza muscolare
Non comune Mialgia, artralgia
Raro Rabdomiolisi (secondaria a ipokaliemia grave)
Disturbi renali e urinari
Comune Disuria, pollachiuria, riduzione della libido
Non comune Insufficienza renale, ematuria, glicosuria
Raro Calcolosi renale (interrompere se calcoli di calcio si formano), interstizite nefrite, funzione renale ridotta
Disturbi dell’apparato riproduttivo e della mammella
Raro Disfunzione erettile, ginecomastia, disturbi della mestruazione
Disturbi generali e condizioni relative alla somministrazione
Comune Astenia, affaticamento, febbre
Non comune Edema periferico, sete intensa
Raro Reazioni locali (tromboflebite per via IM – non usare)
Esami diagnostici
Comune Aumento dei livelli sierici di creatinina, urea, acido urico, glucosio, lipidi
Non comune Alterazioni elettrolitiche (vedi sopra), aumento transaminasi

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, poiché permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli operatori sanitari sono invitati a segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

3.9 Sovradosaggio

Sintomi

L’intossicazione acuta è caratterizzata da:

  • Disidratazione con segni di deplezione del volume (ipotensione, tachicardia, shock)
  • Grave ipokaliemia (debolezza muscolare, paralisi flaccida, aritmie potenzialmente mortali)
  • Iponatriemia (confusione, convulsioni, coma)
  • Iperazotemia per deplezione del volume
  • Alterazioni del sensi di acidosi metabolica

Trattamento

Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento è sintomatico e di supporto:

  1. Lavanda gastrica entro 2 ore dall’ingestione se paziente cosciente
  2. Correzione delle alterazioni elettrolitiche:
    • Potassio: somministrazione orale o endovenosa (cloruro di potassio) con monitoraggio ECG
    • Sodio: soluzione salina isotonica se iponatriemia sintomatica
    • Magnesio: solfato di magnesio se ipomagnesiemia
  3. Ripristino del volume ematico: soluzioni elettrolitiche endovenose, plasma espansori in caso di shock
  4. Monitoraggio: pressione arteriosa, elettrocardiogramma continuo, diuresi, elettroliti sierici ogni 2-4 ore
  5. Emodialisi: generalmente inefficace per l’alto legame proteico e il grande volume di distribuzione, ma può essere utile in caso di insufficienza renale grave

4. Proprietà farmacologiche

4.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Diuretici tiazidici.

Meccanismo d’azione

L’idroclorotiazide è un diuretico tiazidico che agisce principalmente sul tubulo contorto distale del nefrone, inibendo il cotrasportatore Na+-Cl (NCC) sulla membrana luminale delle cellule epiteliali. Questa inibizione riduce il riassorbimento di sodio e cloro, aumentando l’escrezione di sodio e acqua.

Effetti farmacologici

  • Diuretico: Aumenta l’escrezione di sodio (10-15% del carico filtrato), cloro, potassio (effetto kaliuretico), magnesio, bicarbonati e fosfati. Riduce l’escrezione di calcio (effetto ipocalciurico) e aumenta leggermente quella di acido urico.
  • Antiipertensivo: Il meccanismo esatto non è completamente chiarito. All’inizio riduce il volume plasmatico e la gittata cardiaca; a lungo termine riduce la resistenza periferica totale per effetti diretti sui vasi (deplezione di sodio intracellulare nei muscoli lisci vasali) e indiretti (riduzione della sensibilità alle catecolamine).
  • Antidiuretico: Nel diabete insipido renale, riduce la poliuria e la sete paradossalmente attraverso meccanismi non completamente noti (possibile effetto sulla reidratazione del segmento convoluto distale).
  • Ipercalciurico: Aumenta il riassorbimento di calcio nel tubulo distale, utilizzata per prevenire i calcoli di ossalato di calcio.

Effetti emodinamici

Riduzione della pressione arteriosa sistolica e diastolica. L’effetto massimo si raggiunge entro 3-4 settimane di terapia continuata. Non produce tolleranza significativa nel tempo.

4.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

Biodisponibilità orale: 60-80%. Assorbimento gastrointestinale incompleto ma sufficiente. L’assorbimento può essere ritardato ma non ridotto dal cibo. Concentrazioni plasmatiche di picco (Cmax) raggiunte in 1-2 ore (2-5 ore per le formulazioni a rilascio modificato).

Distribuzione

Volume di distribuzione: 3-8 L/kg (ampia distribuzione tissutale). Legame proteico plasmatico: 40-60% (principalmente all’albumina). Attraversa la barriera placentare ed è escreta nel latte materno in piccole quantità. Concentrata nel rene, fegato e tessuto muscolare.

Metabolismo

Minimale metabolismo epatico (<10%). Non è metabolizzata significativamente dal citocromo P450.

Eliminazione

Emivita plasmatica: 6-15 ore (prolungata nell’insufficienza renale fino a 20-30 ore). Eliminazione principalmente renale come farmaco immodificato (70%) per secrezione tubulare attiva nel tubulo prossimale. Escrezione fecale: 10-20%. L’effetto diuretico inizia entro 2 ore, raggiunge il massimo entro 4-6 ore e persiste per 12-24 ore.

Relazione dose-concentrazione-effetto

Esiste una relazione dose-risposta piatta per l’effetto antiipertensivo oltre i 25 mg/die, mentre l’effetto sui potassio continua ad aumentare. L’effetto diuretico è dose-dipendente fino a 50-100 mg/die.

4.3 Dati preclinici di sicurezza

Gli studi di tossicità acuta hanno mostrato DL50 elevata (>10 g/kg nel roditore per os), indicando bassa tossicità acuta intrinseca. Gli studi di tossicità subcronica e cronica hanno evidenziato alterazioni elettrolitiche, nefrocalcinosi e ipokaliemia come effetti prevedibili dell’esagerata attività farmacologica.

Studi di carcinogenicità a lungo termine nel ratto e nel topo non hanno evidenziato aumento dell’incidenza di tumori attribuibili al trattamento. Tuttavia, studi epidemiologici umani suggeriscono un possibile aumento del rischio di tumori cutanei non melanoma con uso cronico.

L’idroclorotiazide è risultata negativa nei test standard di mutagenicità (Ames, micronucleo in vivo, aberrazioni cromosomiche).

Studi di tossicità sulla riproduzione hanno mostrato effetti teratogeni (anomalie cranio-faciali, ritardo di crescita) nei roditori a dosi elevate, coerenti con l’effetto di classe dei diuretici tiazidici.

5. Proprietà farmaceutiche

5.1 Elenco degli eccipienti

Core della compressa:

  • Lattosio monoidrato
  • Cellulosa microcristallina
  • Amido di mais
  • Magnesio stearato
  • Diossido di silicio colloidale anidro

Rivestimento (per compresse rivestite):

  • Ipromellosa
  • Macrogol 400
  • Diossido di titanio (E171)
  • Ossido di ferro giallo (E172) [per formulazione gialla]

5.2 Incompatibilità

Non applicabile (formulazione orale monocomponente).

5.3 Periodo di validità

3 anni dalla data di fabbricazione.

Dopo la prima apertura del contenitore: 6 mesi.

5.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere dall’umidità. Non congelare.

5.5 Natura e contenuto del contenitore

Confezione da 30 compresse in blister PVC/PVDC/Alluminio.

Confezione da 50 compresse in flacone di polietilene ad alta densità (HDPE) con chiusura a prova di bambino.

5.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Non gettare i medicinali nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non più utilizzati. Queste misure aiuteranno a proteggere l’ambiente.

6. Informazioni sulla titolarità dell’autorizzazione all’immissione in commercio

[Nome della Società]

[Indirizzo completo]

[CAP, Città, Paese]

Tel: [Numero]

Fax: [Numero]

e-mail: [indirizzo]

7. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

AIC: [Numero AIC italiano]

8. Data della prima autorizzazione e del rinnovo dell’autorizzazione

Data prima autorizzazione: [Data]

Data ultimo rinnovo: [Data]

9. Data della revisione del testo

[Mese/Anno]


Foglio illustrativo aggiornato alla data di revisione indicata.

Per informazioni aggiornate su questo medicinale, rivolgersi al rappresentante locale del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio o consultare il sito web dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Note tecniche per il personale sanitario

Preparazione della soluzione endovenosa (se disponibile forma parenterale):

Non applicabile per formulazione orale.

Compatibilità fisico-chimica:

Da evitare associazioni in siringa o fleboclisi con farmaci alcalini (precipitazione del farmaco acido).

Monitoraggio pediatrico:

Nei neonati e lattanti, l’idroclorotiazide può causare iperbilirubinemia indiretta per spiazzamento della bilirubina dall’albumina. Usare con estrema cautela.

Interferenze analitiche:

L’idroclorotiazide può interferire con:

  • Dosaggio del paratormone (PTH) per metodi immunometrici (falsi bassi)
  • Test della turbidimetria per amilasi (falsi bassi per concentrazione)
  • Dosaggio della catecolamine urinarie (falsi positivi per metodo fluorimetrico)
  • Test di tolleranza al glucosio (alterazione della risposta)
  • Dosaggio del calcio libero (falsi bassi in presenza di ipoproteinemia)
Dosaggio

12.5mg, 25mg

pacco

120 pillole, 180 pillole, 270 pillole, 360 pillole, 60 pillole, 90 pillole

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