Foglio Illustrativo: Diclofenac sodico e potassico
1. Denominazione del medicinale e composizione
Denominazione: Diclofenac (come sale sodico o potassico)
Principio attivo: Diclofenac – appartiene alla classe dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) derivati dell’acido fenilacetico.
Forme farmaceutiche disponibili
- Compresse rivestite con film gastroresistente: 25 mg, 50 mg
- Compresse a rilascio prolungato (retard): 100 mg
- Capsule molli: 25 mg, 50 mg
- Granulato per soluzione orale: 50 mg/bustina
- Soluzione iniettabile per uso intramuscolare o intravenoso: 75 mg/3 ml
- Supposte: 50 mg, 100 mg
- Gel per uso cutaneo: 1%, 2%, 3% (10 mg/g, 20 mg/g, 30 mg/g)
- Cerotti medicati: 140 mg
- Collirio: 0,1%
2. Indicazioni terapeutiche
Il diclofenac è indicato per il trattamento sintomatico delle seguenti condizioni patologiche:
- Dolori acuti e cronici di entità moderata-intensa:
- Cefalee e emicranie
- Algie dentarie post-estrattive
- Dolori post-traumatici e post-chirurgici
- Dismenorrea primaria e secondaria
- Coliche renali e biliari (come coadiuvante)
- Patologie reumatiche infiammatorie:
- Artrite reumatoide
- Artrosi (gonartrosi, coxartrosi, artrosi delle piccole articolazioni)
- Spondilite anchilosante
- Sindrome reumatica extra-articolare (periartrite scapolo-omerale, tendiniti, borsiti, capsuliti adesive)
- Patologie acute a carico dell’apparato muscoloscheletrico:
- Attacchi acuti di gotta
- Lombalgie acute e croniche
- Traumi distorsivi sportivi (forme topiche)
Nota importante: Il diclofenac tratta i sintomi (dolore e infiammazione) ma non interviene sulla causa eziologica della malattia. L’uso prolungato nei processi reumatici cronici richiede monitoraggio medico periodico.
3. Posologia e modalità di somministrazione
Dosaggi raccomandati per formulazione
| Forma farmaceutica | Dosaggio abituale | Frequenza | Modalità |
|---|---|---|---|
| Compresse gastroresistenti 25 mg | 25-50 mg | 2-3 volte/die | Dopo pasti, con acqua |
| Compresse gastroresistenti 50 mg | 50 mg | 2 volte/die (mattina e sera) | Dopo pasti principali |
| Compresse retard 100 mg | 100 mg | 1 volta/die | Preferibilmente la sera |
| Capsule molli 50 mg | 50 mg | 2-3 volte/die | Dopo pasti |
| Granulato 50 mg | 1 bustina (50 mg) | 1-3 volte/die | Sciolto in mezzo bicchiere d’acqua |
| Soluzione iniettabile 75 mg/3ml | 75 mg | Ogni 12 ore (max 2/die) | Profondo intramuscolare gluteo |
| Supposte 50 mg | 50-100 mg | 1-2 volte/die | Rettaggio |
| Supposte 100 mg | 100 mg | 1 volta/die | Preferibilmente la sera |
| Gel 1-3% | 2-4 g per applicazione | 3-4 volte/die | Massaggio cutaneo locale |
Popolazioni speciali
- Adulti anziani (oltre 65 anni)
- Iniziare con il dosaggio minimo efficace (25 mg 2 volte al giorno). Aumentare gradualmente solo se necessario, con stretto monitoraggio della funzionalità renale ed epatica. Evitare o ridurre la dose nei pazienti con peso corporeo inferiore a 50 kg.
- Bambini e adolescenti
- Non raccomandato nei bambini di peso inferiore a 35 kg o età inferiore ai 14 anni, salvo casi specifici valutati dallo specialista. Per i ragazzi >14 anni e >35 kg: massimo 75-100 mg/die in 2-3 dosi.
- Insufficienza epatica
- Ridurre il dosaggio del 50% nei pazienti con compromissione epatica lieve-moderata. Controindicato nell’insufficienza epatica grave.
- Insufficienza renale
- Nessun aggiustamento necessario con clearance creatinina >30 ml/min. Ridurre la dose o evitare con clearance <30 ml/min.
Informazioni aggiuntive sulla somministrazione parenterale
La soluzione iniettabile deve essere utilizzata solo per brevi trattamenti (max 2 giorni), passando successivamente alla terapia orale. La via intramuscolare è preferibile alla via intravenosa, riservata a casi di dolore post-operatorio acuto sotto controllo ospedaliero. Non superare i 150 mg/die nella forma parenterale.
Per la somministrazione intramuscolare, utilizzare aghi di adeguata lunghezza e iniettare profondamente nel quadrante supero-esterno del gluteo. Evitare la via sottocutanea per il rischio di necrosi tissutale.
4. Meccanismo d’azione e proprietà farmacologiche
Farmacodinamica
Il diclofenac esercita le sue proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche attraverso meccanismi multipli:
- Inibizione dell’enzima cicloossigenasi (COX): Blocco competitivo e reversibile della conversione dell’acido arachidonico in prostaglandine. Il diclofenac inibisce entrambe le isoforme COX-1 (costitutiva) e COX-2 (inducibile), sebbene mostri una certa preferenza per COX-2 alle concentrazioni terapeutiche.
- Inibizione della lipossigenasi: Riduzione della sintesi di leucotrieni, contribuendo all’effetto antinfiammatorio.
- Effetti sul sistema cellulare:
- Riduzione della chemotassi dei neutrofili
- Inibizione della liberazione di citochine pro-infiammatorie (IL-1, IL-6, TNF-α)
- Modulazione della produzione di ossido nitrico
- Stabilizzazione delle membrane lisosomiali
- Azione sul sistema nervoso centrale: Modulazione della trasmissione del dolore a livello spinale e supraspinale, indipendentemente dall’azione periferica.
Farmacocinetica
| Parametro farmacocinetico | Dati clinici |
|---|---|
| Biodisponibilità orale | 50-60% (effetto di primo passo epatico significativo) |
| Legame proteico plasmatico | 99,7% (principalmente all’albumina) |
| Volume di distribuzione apparente | 0,12-0,17 L/kg |
| Emivita di eliminazione (forma immediata) | 1-2 ore |
| Emivita (forma retard) | 8-12 ore |
| Tempo di picco plasmatico (Tmax) – orale | 2-3 ore (1 ora per sale potassico) |
| Tempo di picco – intramuscolare | 10-30 minuti |
| Metabolismo | Epatico estensivo (CYP2C9, CYP2C8, CYP3A4) |
| Metaboliti attivi principali | 4′-idrossidiclofenac, 5-idrossidiclofenac |
| Via di eliminazione | 65% renale (metaboliti coniugati), 35% biliare/fecale |
| Clearance plasmatica | 16 ± 4 L/h |
| Penetrazione articolare | Concentrazioni sinoviali pari al 60-70% di quelle plasmatiche |
5. Controindicazioni
Il diclofenac è assolutamente controindicato nelle seguenti condizioni:
- Ipersensibilità nota al diclofenac, ad altri FANS (es. ibuprofene, indometacina, naproxene) o ad uno qualsiasi degli eccipienti
- Asma bronchiale, orticaria acuta o riniti allergiche precipitate dall’acido acetilsalicilico o altri FANS (asma da FANS o triade di Widal)
- Ulcera peptica attiva o storia documentata di emorragie o perforazioni gastrointestinali ricorrenti
- Sanguinamento cerebrovascolare o emorragie di qualsiasi origine in atto
- Insufficienza epatica grave (Child-Pugh C)
- Insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min)
- Scompenso cardiaco grave (NYHA III-IV) non controllato
- Terzo trimestre di gravidanza (pericolo di chiusura prematura del dotto arterioso)
- Porfiria cutanea tardiva
- Trattamento concomitante con anticoagulanti orani a dosaggio pieno (a meno che non strettamente controllato)
- Infarto miocardico acuto (rischio aumentato di morte cardiaca improvvisa)
6. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego
Rischi cardiovascolari
Gli studi epidemiologici hanno evidenziato che l’uso di diclofenac, specialmente a dosaggi elevati (150 mg/die) e per trattamenti prolungati, può essere associato a un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi maggiori (infarto miocardico, ictus ischemico). Il rischio è dose-dipendente e aumenta con la durata della terapia. Nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare preesistenti (ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), utilizzare la dose minima efficace per il tempo più breve possibile.
Rischi gastrointestinali
Tutti i FANS, incluso il diclofenac, possono causare ulcerazioni, sanguinamenti o perforazioni del tratto gastrointestinale (stomaco, duodeno, intestino) in qualsiasi momento durante il trattamento, anche in assenza di sintomi premonitori. Il rischio è maggiore:
- Nei soggetti anziani (età >60 anni)
- In caso di precedenti eventi ulcerativi o emorragici
- Quando si utilizzano dosaggi elevati o multipli FANS contemporaneamente
- In associazione con corticosteroidi, anticoagulanti o SSRI
Nei pazienti a rischio elevato, valutare la copertura con gastroprotettori (inibitori di pompa protonica o misoprostolo).
Rischi renali
La deplezione delle prostaglandine renali da parte dei FANS può causare ritenzione idrosalina, edema periferico, ipertensione arteriosa e insufficienza renale, specialmente nei pazienti con:
- Malattie cardiache croniche o scompenso cardiaco
- Funzione renale compromessa preesistente
- Ipertensione arteriosa non controllata
- Età avanzata (>70 anni)
- Terapia concomitante con diuretici, ACE-inibitori o antagonisti dei recettori dell’angiotensina II
Rischi epatici
Monitorare la funzione epatica (transaminasi) entro 4-8 settimane dall’inizio del trattamento nei pazienti che assumono diclofenac per periodi prolungati. Sospendere immediatamente il farmaco in caso di aumento persistente (>3 volte il limite superiore della norma) degli enzimi epatici o comparsa di ittero, astenia marcata, nausea/vomito o dolore epatico.
Rischi cutanei gravi
Sebbene rare, sono state segnalate reazioni cutanee potenzialmente fatali come dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell). Il rischio maggiore si registra nelle prime settimane di trattamento. Sospendere immediatamente il diclofenac alla comparsa di eruzioni cutanee, lesioni mucose, bolle o segni di ipersensibilità.
Ulteriori precauzioni specifiche
- Disturbi ematologici: I FANS possono interferire con l’aggregazione piastrinica. Utilizzare con cautela in pazienti con disturbi della coagulazione o in terapia anticoagulante.
- Asma bronchiale: Il diclofenac può precipitare crisi asmatiche nei soggetti sensibili.
- Ipertensione: Può aumentare la pressione arteriosa; monitorare regolarmente.
- Effetti sulla fertilità: Può compromettere temporaneamente la fertilità femminile (inibizione dell’ovulazione) e maschile (alterazione della spermatogenesi). Non raccomandato nelle donne che intendono concepire.
- Copertura vaccinale: L’efficacia dei vaccini attenuati potrebbe essere ridotta durante il trattamento con FANS.
7. Interazioni farmacologiche
Il diclofenac interagisce con numerosi farmaci, richiedendo attenzione quando viene somministrato in associazione:
| Farmaco/Classe | Natura dell’interazione | Azione consigliata |
|---|---|---|
| Altri FANS (es. ibuprofene) | Aumento effetti avversi GI e renali; possibile riduzione efficacia | Evitare associazione |
| Anticoagulanti orali (warfarin, acenocumarolo) | Aumento rischio emorragico; possibile aumento INR | Monitoraggio INR frequente; ridurre dosaggio anticoagulante |
| Antiaggreganti piastrinici (ASA, clopidogrel, ticlopidina) | Sanguinamento gastrointestinale aumentato | Valutare rapporto rischio/beneficio; protezione gastrica |
| SSRI/SNRI (fluoxetina, sertralina, venlafaxina) | Aumento rischio emorragie GI | Associazione non raccomandata; se necessario, protezione gastrica |
| Corticosteroidi sistemici (prednisone, betametasone) | Aumento rischio ulcere peptiche e perforazioni | Evitare uso concomitante prolungato |
| Diuretici (furosemide, idroclorotiazide) | Diminuzione efficacia diuretica; rischio di insufficienza renale | Monitorare funzione renale e potassio sierico |
| ACE-inibitori (enalapril, ramipril) | Compromissione del filtrato glomerulare; iperkaliemia | Monitorare creatinina e potassio |
| Antagonisti recettore angiotensina (losartan, valsartan) | Effetti renali additivi | Cautela in pazienti anziani o disidratati |
| Metotrexato (dosi >15 mg/settimana) | Aumento tossicità ematologica ed epatica del metotrexato | Evitare associazione o ridurre dosaggio metotrexato |
| Ciclosporina, tacrolimus | Nefrotossicità additiva | Monitoraggio creatinina sierica |
| Litio | Riduzione escrezione renale di litio; aumento livelli sierici | Monitoraggio litio sierico; riduzione dosaggio litio |
| Digossina | Aumento livelli plasmatici di digossina | Monitoraggio digossinemia |
| Antidiabetici orali (metformina, sulfaniluree) | Potenziale effetto ipoglicemizzante additivo | Monitoraggio glicemico frequente |
| Diuretici risparmiatori di potassio (spironolattone, eplerenone) | Rischio di iperkaliemia | Monitoraggio elettroliti |
| Acido valproico | Interazione farmacocinetica complessa | Monitoraggio livelli valproico |
| Voriconazolo, fluconazolo | Inibizione CYP2C9; aumento esposizione a diclofenac | Ridurre dosaggio diclofenac del 50% |
| Chinolonici (ciprofloxacina, levofloxacina) | Rischio aumentato di convulsioni | Evitare associazione |
| Tacchicardizzanti (chinidina, amiodarone) | Interazione farmacodinamica | Monitoraggio ECG |
| Mifepristone | Il diclofenac può ridurre efficacia del mifepristone | Evitare FANS entro 8-12 giorni dal mifepristone |
| Alcool etilico | Aumento irritazione gastrica e rischio emorragico | Limitare o evitare consumo di alcol |
8. Effetti indesiderati
Come tutti i farmaci, il diclofenac può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. La frequenza degli eventi avversi è definita secondo la seguente convenzione:
- Molto comune (≥1/10)
- Comune (≥1/100, <1/10)
- Non comune (≥1/1000, <1/100)
- Raro (≥1/10000, <1/1000)
- Molto raro (<1/10000)
- Frequenza non nota (non può essere definita dai dati disponibili)
| Sistema organico | Molto comune | Comune | Non comune | Raro/Molto raro |
|---|---|---|---|---|
| Gastrointestinale | Nausea, vomito, diarrea, dispepsia, dolore addominale, flatulenza | Gastrite, stipsi, ulcera peptica, emorragia GI, melena, ematemesi | Perforazione intestinale, colite, esacerbazione colite ulcerosa o morbo di Crohn, stomatite, glossite | Stricture esofagee, pancreatite |
| Epatico | Aumento transaminasi (ALT, AST) | Epatite, ittero colestatico | Necrosi epatica fulminante, insufficienza epatica acuta | Epatite fulminante letale |
| Ematologico | – | Anemia, trombocitopenia, leucopenia | Pancitopenia, agranulocitosi, anemia emolitica, trombocitopenia grave | Aplasia midollare, porpora trombotica trombocitopenica |
| Cardiovascolare | – | Edema periferico, ipertensione, palpitazioni, vampate di calore | Tachicardia, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, dolore toracico | Infarto miocardico, ictus ischemico, embolia polmonare, ipertensione maligna, vasculite |
| Renale e urinario | – | Insufficienza renale acuta, ritenzione idrica, iperazotemia | Necrosi papillare renale, sindrome nefrosica, interstiziopatia | Insufficienza renale terminale |
| Cutaneo e sottocutaneo | Reazioni locali (per topici) | Eruzione cutanea, prurito, orticaria, eczema | Dermatite bollosa, eritema multiforme, fotosensibilità, alopecia | Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell), dermatite esfoliativa, reazione di Kounis |
| Sistema nervoso | Cefalea, capogiri | Sonnolenza, vertigini, parestesie, disturbi del gusto | Convulsioni, confusione mentale, disgeusia, amnesia | Meningite asettica, encefalopatia, neuropatia periferica |
| Psichiatrico | – | Insonnia, depressione, ansia | Allucinazioni, disturbi dell’umore, incubi | Psicosi acuta |
| Respiratorio | – | Dispnea, asma bronchiale, broncospasmo | Pneumonite eosinofila, edema polmonare | Fibrosi polmonare, reazioni anafilattoidi respiratorie |
| Visivo | – | Visione offuscata, diplopia | Neuropatia ottica, papillite, retinopatia | Perdita visiva permanente |
| Orecchio/labirinto | – | Acufeni, vertigini | Ipocusia, iperacusia | Sordità neurosensoriale (reversibile o irreversibile) |
| Generali | Astenia, affaticamento | Influenza-syndrome, dolore toracico non cardiaco | Edema angioneurotico, reazione di ipersensibilità ritardata | Shock anafilattico, angioedema laringeo |
Segnalazione degli effetti indesiderati: Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. È possibile segnalare gli effetti indesiderati direttamente all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) tramite il sito www.agenziafarmaco.gov.it/partecipa/segnalazione-reazioni-avverse.
9. Gravidanza e allattamento
Fertilità
Il diclofenac può compromettere temporaneamente la fertilità femminile mediante inibizione dell’ovulazione (effetto reversibile alla sospensione). Non è raccomandato nelle donne che intendono concepire. Nell’uomo, sono stati segnalati casi sporadici di alterazione della spermatogenesi (reversibili).
Gravidanza
- Primo trimestre
- L’uso di diclofenac durante il primo trimestre deve essere limitato alle sole indicazioni indispensabili, alla dose minima efficace e per il tempo più breve possibile. Non sono disponibili dati sufficienti per escludere rischi embriotossici.
- Secondo trimestre
- Utilizzare solo se strettamente necessario. Monitorare la funzione renale fetale e il volume di liquido amniotico (rischio di oligoidramnios per inibizione delle prostaglandine fetali).
- Terzo trimestre
- Assolutamente controindicato. L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può causare:
- Toxicità fetale (compromissione della perfusione fetoplacentare, ritardo di crescita intrauterino)
- Ritardo o chiusura prematura del dotto arterioso Botallo
- Ipertensione polmonare persistente del neonato
- Oligoidramnios
- Prolungamento del travaglio con aumento del sanguinamento materno
- Aumento perinatale di mortalità e morbosità
Allattamento
Il diclofenac passa nel latte materno in quantità molto ridotte (circa 1% della dose materna). Tuttavia, considerando il potenziale rischio di reazioni avverse nei lattanti (alterazione funzione renale, interferenza con aggregazione piastrinica), l’uso durante l’allattamento deve essere evitato o, se indispensabile, limitato al breve termine con dosaggi minimi, eventualmente interrompendo l’allattamento.
10. Sovradosaggio
Sintomi di intossicazione acuta
L’intossicazione acuta con diclofenac raramente causa sintomi gravi a causa dell’elevato legame proteico e dell’emivita breve. Possibili manifestazioni:
- Lieve-moderata: nausea, vomito, dolore epigastrico, diarrea, vertigini, cefalea, ronzio nelle orecchie (acufeni), iperventilazione
- Grave (dosi >150 mg/kg): depressione del sistema nervoso centrale (sonnolenza, letargia, convulsioni, coma), depressione respiratoria, ipotensione, insufficienza renale acuta, necrosi epatica, metabolismo acido-base alterato, arresto cardiaco
Trattamento dell’intossicazione
Non esiste antidoto specifico. Terapia di supporto e sintomatica:
- Se ingestione recente (entro 1 ora) e paziente vigile: lavanda gastrica e somministrazione di carbone attivo (efficace nel legare il farmaco ancora presente nel lume intestinale)
- Trattamento sintomatico: antiemetici per vomito, diazepam per convulsioni, supporto respiratorio se necessario
- Forzata diuresi ed emodialisi generalmente inefficaci per l’elevato legame proteico (>99%)
- Monitoraggio: funzione epatica, renale, emocromo completo, equilibrio acido-base per almeno 4 giorni
- In caso di emorragia gastrointestinale: terapia antisecretiva e, se necessario, trasfusioni
11. Conservazione e dati farmaceutici
Conservazione
Conservare il medicinale a temperatura inferiore a 25°C, al riparo dalla luce diretta del sole e dall’umidità. Non refrigerare la soluzione iniettabile per evitare precipitazioni cristalline. Tenere il contenitore ben chiuso. Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione (scad.).
Smaltimento
Non gettare i medicinali nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non più utilizzati. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.
Stabilità dopo apertura
- Compresse e capsule: stabili fino alla scadenza indicata se conservati correttamente
- Gel: utilizzare entro 6 mesi dall’apertura del tubo
- Soluzione iniettabile: usare immediatamente dopo apertura della fiala; non conservare residui
- Supposte: non conservare a temperature superiori a 25°C per evitare fusione
12. Informazioni per l’utilizzatore
Prima di assumere questo medicinale:
- Informi il medico di qualsiasi malattia pregressa, specialmente ulcerazioni gastriche, disturbi cardiaci, renali o epatici
- Comunichi tutti i farmaci che sta assumendo, inclusi quelli da banco e fitoterapici
- Non superi le dosi raccomandate né la durata del trattamento consigliata
- In caso di dolore persistente oltre 3-5 giorni, o febbre oltre 3 giorni, consultare il medico
- Sospenda immediatamente il trattamento e contatti il medico in caso di sanguinamento gastrointestinale (vomito di sangue o sangue nelle feci), eruzioni cutanee diffuse, gonfiore del viso o difficoltà respiratorie
- Eviti l’assunzione di alcol durante il trattamento
- Per le formulazioni topiche: eviti il contatto con occhi, mucose e cute lesa; non applici sotto bende occlusive
Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio: [Nome Casa Farmaceutica]
Data di revisione del testo: [Mese/Anno]
Per qualsiasi informazione aggiornata su questo medicinale, consultare il sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): www.agenziafarmaco.gov.it
Questo foglio illustrativo è stato redatto conformemente alle Linee Guida AIFA e alle normative europee vigenti (Regolamento UE 712/2012).






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