Foglio Illustrativo: Paroxetina – Informazioni per il paziente
Questo medicinale è soggetto a monitoraggio aggiuntivo. Il personale sanitario provvederà a segnalare eventuali reazioni avverse correlate all’utilizzo di questo farmaco tramite il sistema di farmacovigilanza nazionale.
1. Che cos’è la Paroxetina e a cosa serve
La Paroxetina appartiene alla classe degli antidepressivi selettivi degli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI). Agisce aumentando la concentrazione di serotonina nel sistema nervoso centrale, neurotrasmettitore fondamentale per il regolamento dell’umore, del sonno e dell’ansia.
La Paroxetina è indicata per il trattamento dei seguenti disturbi psichiatrici nell’adulto:
- Episodi di depressione maggiore (diagnosi di disturbo depressivo maggiore)
- Disturbo d’ansia generalizzato (GAD)
- Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)
- Disturbo da attacchi di panico con o senza agorafobia
- Fobia sociale (disturbo d’ansia sociale)
- Disturbo da stress post-traumatico (PTSD)
- Disturbo disforico pre-mestruale (DDPM)
Il trattamento richiede prescrizione medica obbligatoria e monitoraggio periodico da parte di uno specialista neurologo o psichiatra.
2. Cosa deve sapere prima di prendere la Paroxetina
Non prenda la Paroxetina se:
- È allergico (ipersensibile) alla paroxetina o ad uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nel prodotto
- Sta assumendo, o ha assunto nelle ultime 14 giorni, inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) come moclobemide, tranilcipromina o fenelzina
- Assume tioridazina (un neurolettico) o pimozide, data la potenziale compromissione del ritmo cardiaco (QT lungo)
- Sta assumendo triptani, triptofano o litio in associazione con altri SSRI
- Soffre di glaucoma ad angolo chiuso non trattato
ATTENZIONE: In pazienti di età inferiore ai 25 anni è stato osservato un aumento del rischio di ideazione suicida e comportamento suicidario durante il trattamento con antidepressivi. La famiglia e le persone a carico devono monitorare attentamente eventuali cambiamenti di comportamento durante le prime settimane di terapia.
Faccia attenzione con particolare cautela
Informi immediatamente il medico se presenta:
- Disturbo bipolare o mania:
- Gli SSRI possono indurre episodi maniacali in soggetti predisposti. La valutazione pre-trattamento deve escludere disturbo bipolare.
- Epilessia o convulsioni:
- La paroxetina potrebbe abbassare la soglia convulsiva. Il trattamento deve essere interrotto in caso di comparsa di crisi epilettiche.
- Disturbi emorragici:
- La paroxetina può aumentare il rischio di sanguinamenti, specialmente se associata ad anticoagulanti o FANS.
- Iponatriemia:
- Specialmente negli anziani o in pazienti con disfunzione epatica. Sintomi: confusione mentale, cefalea, crampi muscolari.
- Sindrome serotoninergica:
- Rischio aumentato se associata ad altri medicinali serotoninergici. Sintomi: ipertermia, rigidità muscolare, alterazioni dello stato mentale.
Altri medicinali e Paroxetina
La paroxetina può interagire con numerosi farmaci. Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, in particolare:
| Farmaco | Interazione | Raccomandazione |
|---|---|---|
| IMAO (es. tranilcipromina, moclobemide) | Rischio di sindrome serotoninergica letale | Attendere 14 giorni tra i due trattamenti |
| Anticoagulanti orali (warfarin) | Aumento rischio di sanguinamento INR alterato | Monitoraggio frequente dei parametri ematici |
| FANS (ibuprofene, acido acetilsalicilico) | Potenziazione tossicità emorragica gastrointestinale | Usare con cautela, protezione gastrica |
| Triptani (sumatriptan, zolmitriptan) | Sindrome serotoninergica | Valutazione rischio/beneficio |
| Tramadolo, fentanil | Inibizione metabolismo oppioidi, sindrome serotoninergica | Evitare associazione se possibile |
| Litio | Aumento livelli litici, neurotossicità | Monitoraggio livelli ematici |
| Carbamazepina, fenitoina | Riduzione efficacia paroxetina | Possibile aggiustamento posologico |
| Mepartricina | Aumento livelli paroxetina per inibizione CYP2D6 | Non raccomandata l’associazione |
| Prociclidina | Aumento livelli plasmatici della paroxetina | Riduzione dose prociclidina |
Gravidanza e allattamento
Gravidanza: La paroxetina è generalmente sconsigliata durante la gravidanza, specialmente nel primo trimestre. Studi epidemiologici hanno evidenziato un aumentato rischio di malformazioni cardiache fetali (difetti del setto ventricolare e atriale). Se il trattamento è necessario durante il terzo trimestre, possono manifestarsi sintomi da sospensione nel neonato (crisi respiratorie, cianosi, ipoglicemia, ipertonia, ipotonia, tremori, iperreflessia).
Allattamento: La paroxetina viene escreta nel latte materno. Il rapporto rischio/beneficio deve essere valutato caso per caso. Se il trattamento continua, si raccomanda di monitorare il neonato per eventuali sintomi depressivi, irritabilità o deficit di crescita.
Guida di veicoli e uso di macchinari
La paroxetina può ridurre la capacità di reazione psicomotoria. Durante il trattamento, specialmente nelle prime settimane di terapia o in seguito a variazioni posologiche, eviti di guidare veicoli o utilizzare macchinari pericolosi finché non avrà valutato individualmente la propria capacità di reazione al farmaco.
3. Come prendere la Paroxetina
Posologia standard: La dose deve essere individualizzata dal medico in base alla patologia trattata, alla gravità dei sintomi e alla risposta clinica.
Posologia per indicazione:
- Depressione: Dose iniziale 20 mg/die al mattino; intervallo terapeutico 20-50 mg/die. Dose massima 60 mg/die.
- DOC: Dose iniziale 20 mg/die; dose efficace 40 mg/die. Massimo 60 mg/die.
- Attacchi di panico: Inizio 10 mg/die (dose molto bassa per ridurre ansia iniziale) per 7 giorni, poi 20 mg/die. Massimo 60 mg/die.
- Ansia sociale: 20 mg/die. Intervallo 20-50 mg/die.
- PTSD: 20 mg/die. Massimo 50 mg/die.
- DDPM: 20 mg/die cicllicamente (solo fase luteale) o continuativamente.
Popolazioni speciali:
- Anziani (>65 anni):
- Iniziare con 10 mg/die. Massimo 40 mg/die per ridurre rischio di iponatriemia.
- Insufficienza epatica:
- Riduzione dose del 50%. Controindicata in epatopatia grave.
- Insufficienza renale:
- Non richiede aggiustamenti in stadi lievi-moderati. Controindicata in insufficienza renale grave ( clearance < 30 ml/min).
Modalità di assunzione: I compresse devono essere deglutiti interi con abbondante acqua, preferibilmente al mattino per ridurre disturbi del sonno, oppure alla sera se si manifestano sonnolenza diurna. Evitare masticazione o scioglimenento sublinguale.
Durata del trattamento:
La depressione richiede solitamente 4-6 mesi di terapia dopo la remissione dei sintomi per prevenire recidive. Il DOC e il PTSD possono richiede terapie prolungate. Non interrompa mai bruscamente il trattamento.
Se prende più Paroxetina di quanto deve (sovradosaggio)
I sintomi da sovradosaggio includono: nausea, vomito, tremori, midriasi, tachicardia, sonnolenza, perdita di coscienza. Raramente letale in monosomministrazione, ma aumenta il rischio di extrasistoli e perturbazioni elettrolitiche se associata ad altri farmaci.
In caso di assunzione accidentale o sovradosaggio intenzionale: contatti immediatamente il pronto soccorso o il centro antiveleni (091.245.700 – Italia). Porti con sé la confezione del medicinale.
Se dimentica di prendere la Paroxetina
Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose precedente. Prenda la dose successiva all’orario consueto. Se ha dimenticato più dosi consecutive, contatti il medico per valutare eventuali sintomi da sospensione.
4. Possibili effetti indesiderati
Come tutti i medicinali, la paroxetina può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. La maggior parte degli effetti sono dose-dipendenti e transitori nelle prime 2-4 settimane di trattamento.
Ripartizione per frequenza:
| Frequenza | Sistema/Apparato | Reazione avversa |
|---|---|---|
| Molto comune (>1/10) | Gastrointestinale | Nausea, riduzione appetito |
| Neurologico | Sonnolenza, insonnia, cefalea | |
| Genitale | Eiaculazione anomala (ritardo o anejaculation) | |
| Generale | Astenia, affaticamento | |
| Comune (>1/100, <1/10) | Psichiatrico | Ansia nervosa, agitazione, disturbo sessuale, incubi |
| Neurologico | Tremori, vertigini, parestesie, disgeusia | |
| Oculare | Visione offuscata, midriasi | |
| Gastrointestinale | Stipsi, diarrea, vomito, xerostomia | |
| Metabolico | Aumento di peso (media +3-4 kg a lungo termine) | |
| Non comune (>1/1000, <1/100) | Cardiaco | Tachicardia, ipertensione ortostatica, vasodilatazione |
| Psichiatrico | Apatia, dispersonalizzazione, euforia anomala | |
| Endocrino | Iponatriemia (sodio < 125 mEq/L), inappropriata secrezione ADH | |
| Pelle | Rash, orticaria, iperidrosi aumentata | |
| Raro (>1/10000, <1/1000) | Neurologico | Convulsioni, sindrome extrapiramidale, sindrome serotoninergica |
| Ematico | Trombocitopenia, alterazioni emocromo | |
| Epatobiliare | Epatite severa, ittero, aumento transaminasi | |
| Molto raro (<1/10000) | Cardiaco | Cardiomiopatia, prolungamento QT, aritmie ventricolari |
Ulteriori dettagli sugli effetti sessuali
La disfunzione sessuale rappresenta una delle cause più frequenti di abbandono terapeutico. Si manifesta come:
- Uomini: eiaculazione ritardata o assente, anorgasmia, disfunzione erettile (incidenza 25-50%)
- Donne: riduzione libido, anorgasmia, secchezza vaginale
Questi effetti possono persistere anche dopo la sospensione del farmaco (sindrome post-SSRI di disfunzione sessuale – PSSD) in casi rari.
Descrizione di effetti critici
Sindrome serotoninergica: Condizione potenzialmente letale caratterizzata da alterazione dello stato mentale (agitazione, confusione), autonomic instability (tachicardia, ipertensione, ipertermia) e rigidità neuromuscolare. Richiede terapia d’urgenza con ciproeptadina o diazepam e osservazione in terapia intensiva.
Discontinuazione Sintomatica: All’interruzione brusca possono manifestarsi: vertigini (sensazione di oscillamento), parestesie elettriche (“shock elettrici”), nausea intensa, vomito, agitazione motoria, irritabilità, insonnia vivida con incubi, cefalea da tensione. Si raccomanda una riduzione graduale di 10 mg ogni 7-14 giorni.
5. Conservazione
Conservare il medicinale nella confezione originale per proteggerlo dalla luce. Temperatura di conservazione non superiore a 25°C. Tenere fuori dalla portata e dalla vista dei bambini.
Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione (scadenza). La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato.
Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.
6. Composizione
Principio attivo:
Ogni compressa rivestita contiene 20 mg di paroxetina (come cloridrato emiidrato).
Eccipienti:
Calcio idrogenofosfato anidro, magnesio stearato, sodio amido glicolato (tipo A), cellulosa microcristallina, biossido di titanio (E171), ipromellosa, macrogol 400, polisorbato 80.
7. Informazioni per il medico prescrittore
Note cliniche rilevanti per la gestione terapeutica:
- Switching da/verso MAO-I: Richiede washout di almeno 2 settimane. Quando si passa da fenelzina a paroxetina, il periodo washout deve essere di 3 settimane.
- Interruzione terapia: A causa dell’emivita breve (24 ore), la paroxetina tende a causare sintomi da sospensione più frequentemente rispetto ad altri SSRI con emivita lunga (es. fluoxetina). Si consiglia tapering graduale >4 settimane).
- Chirurgia elettrica: Sospendere almeno 14 giorni prima di interventi chirurgici elettivi per ridurre il rischio di sanguinamento perioperatorio.
- Terapia ECT: Non esistono controindicazioni specifiche, ma monitorare attenzione prolungamento crisi convulsive.
- Suicidio: Il rischio aumenta nelle prime 2 settimane in giovani adulti. Monitoraggio stretto richiesto.
8. Farmacocinetica essenziale
- Biodisponibilità:
- Completa assorbimento intestinale, effetto primo passaggio epatico esteso. Concentrazione massima plasmatica (Cmax) dopo 4-5 ore.
- Legame proteico:
- 95%, principalmente all’albumina. Displacement da parte di altri farmaci altamente legati può aumentare la frazione libera.
- Metabolismo:
- Estensivamente metabolizzata a livello epatico via CYP2D6 (substrato e inibitore). Metaboliti inattivi escreti via urinaria (64%) e fecale (36%).
- Emivita:
- 24 ore (range 9-30 ore). Emivita prolungata in anziani e insufficienza epatica.
9. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego
Monitoraggio richiesto:
- Elettroliti sierici (sodio) nelle prime 3 settimane in pazienti anziani o con diuretici
- Funzione epatica basale e semestrale
- Pressione arteriosa nelle prime settimane
- Peso corpognato ogni 4 settimane (effetto metabolic)
Effetti a lungo termine: L’uso prolungato (>12 mesi) richiede rivalutazione periodica della necessità terapeutica. Non esistono evidenze di tossicità organica specifica, ma il rimbalzo depressivo alla sospensione può essere più intenso dopo terapie prolungate.
Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio: [Nome Società Farmaceutica]
Fabricante: [Sito di produzione autorizzato]
Per qualsiasi informazione su questo medicinale, contatti il rappresentante locale del titolare dell’AIC.
Ultima revisione del testo: [Data]
AIC n° [xxxxxx] – Prontuario terapeutico nazionale classe A/R






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