Foglietto Illustrativo: CLEOCIN (Clindamicina)
1. Denominazione del Medicinale
CLEOCIN e CLEOCIN FOSFATO – Preparazioni contenenti Clindamicina (come clindamicina idrocloride, clindamicina fosfato o clindamicina palmitato).
2. Composizione Qualitativa e Quantitativa
Forme orali
- Cleocin 75 mg capsule rigide: Clindamicina idrocloride equivalente a 75 mg di clindamicina base.
- Cleocin 150 mg capsule rigide: Clindamicina idrocloride equivalente a 150 mg di clindamicina base.
- Cleocin 300 mg capsule rigide: Clindamicina idrocloride equivalente a 300 mg di clindamicina base.
- Cleocin granulato per soluzione orale (pediatrico): Clindamicina palmitato cloridrato equivalente a 75 mg/5 ml di clindamicina base.
Forma parenterale
- Cleocin fosfato soluzione iniettabile 300 mg/2 ml: Clindamicina fosfato equivalente a 300 mg di clindamicina base.
- Cleocin fosfato soluzione iniettabile 600 mg/4 ml: Clindamicina fosfato equivalente a 600 mg di clindamicina base.
- Cleocin fosfato soluzione iniettabile 900 mg/6 ml: Clindamicina fosfato equivalente a 900 mg di clindamicina base.
Forme topiche
- Cleocin crema vaginale 2%: Clindamicina fosfato equivalente a 20 mg/g di clindamicina base.
- Cleocin soluzione cutanea 1%: Clindamicina fosfato equivalente a 10 mg/ml.
- Cleocin ovuli vaginali 100 mg: Clindamicina base.
Eccipienti
Le capsule contengono: amido di mais, talco, stearato di magnesio, biossido di silicio colloidale, gelatina, ossido di ferro (E172), titanio biossido (E171).
La soluzione iniettabile contiene: edetato disodico, benzil alcol (come conservante), acqua per preparazioni iniettabili.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
3. Forma Farmaceutica
Capsula rigida, soluzione iniettabile (per uso intramuscolare e endovenoso), crema per uso vaginale, soluzione per uso cutaneo, ovulo vaginale.
4. Informazioni Cliniche
4.1 Indicazioni Terapeutiche
Cleocin è indicato per il trattamento delle infezioni gravi causate da microrganismi Gram-positivi e da anaerobi suscettibili, quando i batteri sono resistenti agli altri antibiotici appropriati o quando il paziente è allergico a essi.
Infezioni da batteri Gram-positivi aerobi
- Infezioni delle vie respiratorie superiori e inferiori, inclusa la polmonite, empiema, ascesso polmonare, faringite, tonsillite e otite media acuta causate da Streptococcus pyogenes (Gruppo A β-emolitico), Streptococcus pneumoniae (Diplococco pneumoniae) e Staphylococcus aureus (stafilococchi penicillino-sensibili e penicillino-resistenti).
- Infezioni della pelle e dei tessuti molli, incluso impetigo contagioso, erisipela, cellulite, paronichia, foruncolosi, ascessi cutanei, infezioni traumatiche e infezioni post-operatorie causate da Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes.
- Sepsi e endocardite batterica causate da stafilococchi e streptococchi suscettibili, inclusa la profilassi dell’endocardite batterica in pazienti con valvulopatie ad alto rischio.
- Infezioni ossee e articolari, inclusa l’osteomielite settica e l’artrite settica.
Infezioni da anaerobi
- Infezioni intra-addominali severe, inclusa peritonite, ascessi intraddominali, infezioni post-chirurgiche addominali, causate da Bacteroides fragilis, Fusobacterium, Peptostreptococcus, Clostridium perfringens (ex C. welchii) e altri clostridi.
- Infezioni ginecologiche severe, inclusa endometrite, salpingite, ascesso tubo-ovarico, infezioni pelviche infiammatorie, ascessi pelvici, vaginite batterica non specifica, causate da Prevotella (ex Bacteroides), Gardnerella vaginalis, Peptostreptococcus, Mycoplasma hominis, Mobiluncus e anaerobi Gram-negativi.
- Infezioni del cavo orale e dentali, inclusa parodontite, gengivite ulcerativa necrotizzante, ascessi periapicali, osteomielite mascellare.
- Infezioni da anaerobi associate a infezioni della pelle e dei tessuti molli, inclusa fasceite necrotizzante (gangrena di Fournier), miosite piogena e infezioni da morso di animale.
- Infezioni del tratto respiratorio causate da Peptostreptococcus, Fusobacterium e Bacteroides (empiema polmonare, ascesso polmonare anaerobico).
Uso topico
La formulazione topicale è indicata per il trattamento dell’acne volgare, mentre la formulazione vaginale per la vaginosi batterica (alterazione della flora vaginale con presenza di secrezioni e pH alterato).
4.2 Posologia e Modalità di Somministrazione
La posologia deve essere stabilita in base al tipo di infezione, alla sua gravità, all’età del paziente, alla funzionalità renale ed epatica, e alla suscettibilità del microrganismo.
Adulti (per via sistemica)
| Gravità dell’infezione | Dosaggio orale | Dosaggio parenterale | Frequenza |
|---|---|---|---|
| Lieve-Moderata | 150-300 mg | 300 mg | Ogni 6 ore |
| Grave | 300-450 mg | 600-900 mg | Ogni 6-8 ore |
| Gravissima/Vita minacciata | Non raccomandato | 900-1200 mg | Ogni 6-8 ore |
La dose massima giornaliera per via parenterale non deve superare i 4800 mg (4,8 g). Per via orale, il limite superiore pratico è di 1800 mg/giorno.
Pediatria (per via sistemica)
La dose raccomandata è di 8-25 mg/kg/die di clindamicina base, suddivisa in 3-4 somministrazioni equivalenti.
- Infezioni lievi-moderate: 8-12 mg/kg/die.
- Infezioni gravi: 13-16 mg/kg/die.
- Infezioni gravissime: 17-25 mg/kg/die.
Il granulato pediatrico (75 mg/5 ml) facilita la somministrazione nei lattanti e nei bambini che non possono deglutire le capsule.
Modalità di somministrazione parenterale
Intramuscolare: Iniettare profondamente nel muscolo grande (gluteo o coscia). Non superare i 600 mg per singola iniezione. Diluire se necessario con soluzione fisiologica.
Endovenosa: Somministrare per infusione lenta (non meno di 10-60 minuti a seconda della dose) o per iniezione lenta diretta (bolo diluito). La velocità di infusione non deve superare i 30 mg/minuto. Per infusione continua, diluire in 250-1000 ml di soluzione glucosata o fisiologica.
Forme topiche
Acne: Applicare una sottile pellicola di soluzione o gel sulla pelle interessata, 1-2 volte al giorno, dopo la detersione.
Vaginosi batterica: Inserire un ovulo vaginale da 100 mg alla sera per 3 giorni consecutivi, oppure applicare 5 g di crema vaginale (contenente 100 mg di clindamicina) alla sera per 7 giorni consecutivi.
Pazienti con insufficienza renale
Negli adulti con clearance della creatinina superiore a 10 ml/min, non è necessaria una riduzione di dose. Nei pazienti con clearance inferiore, monitorare i livelli sierici e adattare la posologia per evitare accumulo.
Pazienti con insufficienza epatica
Riduzione della dose consigliata in presenza di epatopatia grave con compromissione metabolica, dato che la clindamicina subisce metabolismo epatico estensivo. Monitorare la funzionalità epatica durante terapie prolungate.
Anziani
Nessuna modifica specifica, ma considerare la possibile riduzione della funzionalità renale ed epatica correlata all’età e monitorare per la comparsa di diarrea associata a C. difficile.
4.3 Controindicazioni
- Ipersensibilità nota alla clindamicina, alla lincomicina o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
- Storia pregressa di colite pseudomembranosa o diarrea associata a Clostridioides difficile (CDAD) correlata a terapia con lincosamidi.
- Somministrazione intratecale o intraventricolare (controindicazione assoluta per via del rischio di mortalità per neurotossicità).
- Nel neonato prematuro o a termine con ittero (forme conteggiate di bilirubina), data la presenza di benzil alcol nella formulazione iniettabile (sindrome del “gasping”).
4.4 Avvertenze Speciali e Precauzioni di Impiego
AVVERTENZA: COLITE PSEUDOMEMBRANOSA
È stata riportata colite associata agli antibiotici (AAC), con manifestazioni che vanno dalla diarrea lieve a colite fulminante, a seguito di terapia con clindamicina. La colite è dovita alla proliferazione di Clostridioides difficile (ex C. difficile), che produce le tossine A e B, responsabili della lesione della mucosa intestinale. Questa condizione può manifestarsi durante il trattamento o anche settimane dopo la sospensione dell’antibiotico. Se si sviluppa diarrea significativa, sospendere immediatamente la terapia con Cleocin e istituire appropriate misure diagnostiche e terapeutiche (esami di ricerca delle tossine, coltura dello stipato, endoscopia se necessario). Evitare l’uso di farmaci antidiarroici inibitori della peristalsi (come loperamide) che possono peggiorare la condizione.
- Anafilassi: Casi gravi di ipersensibilità immediata, incluso shock anafilattico, sono stati riportati. In caso di reazioni di ipersensibilità grave, interrompere immediatamente la somministrazione e avviare terapia di emergenza (adrenalina, ossigeno, fluidi endovenosi, corticosteroidi).
- Resistenza batterica: L’uso prolungato può favorire la crescita di microrganismi non suscettibili, inclusi funghi (candidiasi) e batteri resistenti. Eseguire controlli clinici e microbiologici periodici.
- Cross-resistenza: Esiste resistenza crociata completa tra clindamicina e lincomicina. Non utilizzare questi farmaci in sequenza o in associazione.
- Somministrazione orale: Le capsule devono essere ingerite con abbondante liquido per evitare irritazione esofagea (esofagite da pillola). Evitare la posizione supina immediatamente dopo l’ingestione.
- Somministrazione parenterale: La soluzione iniettabile contiene benzil alcol che può causare reazioni allergiche. In pazienti con disfunzione epatica grave, accumulo di benzil alcol può essere tossico.
- Interventi chirurgici: Nei pazienti sottoposti a anastomosi intestinale, usare con cautela per il rischio di deiscenza della sutura e colite.
- Effetti neuromuscolari: La clindamicina potenzia il blocco neuromuscolare indotto da agenti curarizzanti (succinilcolina, tubocurarina). Monitorare la funzione respiratoria in pazienti sottoposti ad anestesia con questi farmaci.
- Uso topico: Evitare contatto con occhi, bocca, mucose e cute lesa. Sospendere in caso di dermatite irritativa o sensibilizzazione.
- Uso vaginale: Durante il trattamento con ovuli o crema vaginale, evitare rapporti sessuali (riduzione efficacia, rischio partner maschile uretrite) e altri trattamenti vaginali (spermicidi, lavande). L’uso di preservativi in lattice e diaframmi durante e per 72 ore dopo la terapia può essere inefficace a causa del danneggiamento del lattice da parte degli eccipienti grassi della crema.
4.5 Interazioni
- Antibiotici batteriostatici (eritromicina, claritromicina, tetracicline)
- Antagonismo farmacologico teorico (competizione per il sito di legame ribosomiale 50S). Evitare l’associazione o monitorare attentamente l’efficacia clinica.
- Agenti bloccanti i recettori neuromuscolari (succinilcolina, tubocurarina, pancuronio)
- Potenziamento del blocco neuromuscolare con rischio di apnea prolungata. Richiede riduzione del dosaggio dei miorilassanti e monitoraggio ventilatorio.
- Anticoagulanti orali (warfarin, acenocumarolo)
- Potenzialmente la clindamicina può alterare la flora intestinale responsabile della sintesi di vitamina K, aumentando l’effetto anticoagulante. Monitorare INR e tempo di protrombina.
- Carbamazepina, fenobarbital, fenitoina
- Induttori enzimatici epatici che possono ridurre i livelli ematici di clindamicina. Non sono stati dimostrati effetti clinicamente rilevanti, ma monitorare in caso di terapia prolungata.
- Metadone
- Riduzione dei livelli sierici di metadone riportata in letteratura. Monitorare i sintomi da astinenza.
- Vaccini vivi attenuati (vaccino antitifico orale)
- Riduzione dell’efficacia dei vaccini batterici vivi per alterazione della risposta immunitaria intestinale. Posticipare la vaccinazione di almeno 72 ore dopo la fine dell’antibioticoterapia.
- Ciclosporina
- Rischio di nefrotossicità aumentato, sebbene i dati siano controversi. Monitorare la funzionalità renale e i livelli di ciclosporina.
4.6 Gravidanza e Allattamento
Gravidanza
Studi epidemiologici non hanno evidenziato un aumento del rischio di malformazioni congenite legate all’uso di clindamicina durante il primo trimestre. Tuttavia, dati limitati suggeriscono un possibile aumento del rischio di aborto spontaneo, sebbene non sia chiaro se sia attribuibile al farmaco o all’infezione sottostante.
Attraversamento placentare: la clindamicina attraversa la barriera placentare e raggiunge concentrazioni terapeutiche nel liquido amniotico. Non sono stati osservati effetti teratogeni negli studi sugli animali.
Uso nel secondo e terzo trimestre: può essere usata se il beneficio supera il rischio potenziale per il feto. Particolarmente indicata per il trattamento della vaginosi batterica in gravidanza (riduzione del rischio di parto pretermine) e per infezioni anaerobiche gravidiche.
Allattamento
La clindamicina è escreta nel latte materno in concentrazioni di 0,5-3,8 μg/ml (circa l’1% della dose materna). Non sono stati riportati effetti avversi significativi nei lattanti, ma esiste il rischio teorico di alterazione della flora intestinale del neonato, diarrea, e colonizzazione da C. difficile. Valutare l’interruzione dell’allattamento o del medicinale in base all’importanza clinica della terapia per la madre. In caso di uso topico mammario, pulire accuratamente prima dell’allattamento.
4.7 Effetti sulla Capacità di Guidare Veicoli e sull’Uso di Macchinari
Non sono stati condotti studi specifici. Tuttavia, effetti indesiderati come vertigini, confusione mentale, convulsioni (rare) e reazioni gastrointestinali acute possono compromettere temporaneamente l’abilità a guidare o usare macchinari. Si raccomanda cautela fino a quando non sia nota la tolleranza individuale al farmaco.
4.8 Effetti Indesiderati
La sicurezza della clindamicina è stata valutata in oltre 10.000 pazienti durante gli studi clinici e nell’uso post-marketing. La frequenza delle reazioni avverse è classificata secondo la convenzione CIOMS: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/1000), Molto raro (<1/10.000), Non nota (frequenza non determinabile).
| Classificazione per sistemi e organi (MedDRA) | Reazione avversa | Frequenza |
|---|---|---|
| Infezioni e infestazioni | Colite pseudomembranosa, enterocolite | Comune |
| Vaginite (candidiasi), vulvovaginite micotica | Comune (uso vaginale) | |
| Glossite, stomatite | Non comune | |
| Esacerbazione di micosi preesistenti | Non comune | |
| Clostridioides difficile associato a diarrea | Comune | |
| Patologie del sangue e del sistema linfatico | Eosinofilia, leucopenia transitoria | Non comune |
| Trombocitopenia, neutropenia, agranulocitosi | Raro | |
| Anemia aplastica, anemia emolitica | Molto raro | |
| Patologie del sistema immunitario | Iperemia cutanea, prurito | Comune |
| Reazioni di ipersensibilità (rash maculopapulare, orticaria) | Non comune | |
| Angioedema, anafilassi, shock anafilattico, dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) | Molto raro | |
| Patologie del metabolismo e della nutrizione | Iponatremia (SIADH) | Raro |
| Esantema morbilliforme | Non comune | |
| Patologie psichiatriche | Disorientamento, allucinazioni | Raro |
| Esacerbazione di psicosi preesistenti | Molto raro | |
| Patologie del sistema nervoso | Disfagia, sapore metallico (dismegusia) | Comune |
| Vertigini, cefalea, stanchezza | Non comune | |
| Convulsioni, neuropatia periferica, polineuropatia (con terapie prolungate) | Raro | |
| Patologie dell’occhio | Visione offuscata, uveite | Raro |
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | Acufeni, ipoacusia transitoria | Raro |
| Patologie cardiache | Cardiopalmo, extrasistole | Raro |
| Prolungamento QT, aritmie ventricolari (torsione di punta) | Molto raro (generalmente associate a infusione rapida IV) | |
| Patologie vascolari | Tromboflebite (post-iniezione IV) | Comune |
| Ipotensione, collasso cardiovascolare | Raro | |
| Vasculite | Molto raro | |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Dispnea, tosse | Non comune |
| Edema laringeo, broncospasmo | Raro | |
| Pneumonite da ipersensibilità | Molto raro | |
| Metemoglobinemia (con formulazioni topiche o vaginali in casi rari) | Molto raro | |
| Patologie gastrointestinali | Diarrea (mild a severe), nausea, vomito, dolore addominale | Molto comune |
| Dispepsia, flatulenza, costipazione, anoressia | Comune | |
| Esofagite (post-deglutizione capsule), disfagia | Non comune | |
| Pancreatite acuta | Raro | |
| Enterite necrotizzante, perforazione intestinale (complicanze di colite grave) | Molto raro | |
| Disgeusia | Comune | |
| Patologie epatobiliari | Aumento transaminasi (AST, ALT), aumento bilirubina | Comune |
| Epatite colestatica, ittero, insufficienza epatica | Raro | |
| Necrosi epatica fulminante | Molto raro | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Eritema, rash, dermatite da contatto (uso topico), prurito anale | Comune |
| Pustolosi esantematica generalizzata acuta (AGEP), dermatite bollosa, alopecia | Raro | |
| Patologie del rene e delle vie urinarie | Aumento creatinina sierica, insufficienza renale acuta | Raro |
| Nefrite interstiziale | Molto raro | |
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | Vaginite da candida, prurito vulvare, secrezioni vaginali, cervice cervicale (uso vaginale), dismenorrea, metrorragia | Comune |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Dolore, indurimento, asscesso sterile (post-IM), dolore flebitico (post-IV) | Comune |
| Piressia, malessere generale, edema periferico | Non comune | |
| Esami del sangue e sistemici | Alterazione test di funzionalità epatica, aumento fosfatasi alcalina | Comune |
Segnalazione degli effetti indesiderati: Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, farmacista o infermiere. Segnalare gli effetti indesiderati contribuisce a raccogliere maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.
4.9 Sovradosaggio
Dati clinici sull’esposizione accidentale o intenzionale a dosi massicce di clindamicina sono limitati. I sintomi di sovradosaggio sistemico includono: depressione neuromuscolare marcata, blocco neuromuscolare profondo, apnea respiratoria, collasso cardiovascolare, convulsioni, coma.
Trattamento: Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento è sintomatico e di supporto. Raccomandazioni immediate:
- Emesi o lavanda gastrica se l’ingestione è recente (entro 1 ora) e il paziente è cosciente.
- Idratazione endovenosa aggressiva per prevenire la precipitazione del farmaco a livello renale.
- Monitoraggio elettrocardiografico (prolungamento QT), pressione arteriosa, saturazione ossigeno.
- In caso di blocco neuromuscolare, somministrare calcio gluconato o cloruro di calcio endovena e, se necessario, anticolinesterasici (neostigmina).
- Dialisi emodialitica o peritoneale non elimina significativamente la clindamicina dal sangue data l’elevata liposolubilità e il legame proteico (94%).
- Assicurare monitoraggio neurologico per almeno 72 ore per rilevare ritardo convulsivo.
5. Proprietà Farmacologiche
5.1 Proprietà Farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: Antibatterici per uso sistemico; Lincosamidi. Codice ATC: J01FF01.
Meccanismo d’azione
La clindamicina è un antibiotico semisintetico prodotto da mutazione della lincomicina. Il suo meccanismo d’azione consiste nel legame irreversibile alla subunità 50S del ribosoma batterico, bloccando la transpeptidazione e quindi l’elongazione della catena peptidica. Inibisce la sintesi proteica batterica in modo batteriostatico a concentrazioni usuali e battericida ad alte concentrazioni o contro organismi particolarmente sensibili.
Spettro d’attività
Gram-positivi aerobi: Staphylococcus aureus (MSSA e MRSA, sebbene la resistenza sia crescente), Streptococcus pyogenes, S. pneumoniae, S. agalactiae, S. viridans, Enterococcus faecalis (variabile, generalmente resistente), Corynebacterium diphtheriae.
Anaerobi: Bacteroides fragilis gruppo (inclusi B. fragilis, B. thetaiotaomicron, B. ovatus, B. vulgatus), Prevotella spp., Fusobacterium spp., Clostridium perfringens, C. tetani, Peptostreptococcus spp., Propionibacterium acnes (obbligo per l’acne), Actinomyces, Eubacterium, Veillonella.
Altri: Chlamydia trachomatis (moderata attività), Mycoplasma spp., Toxoplasma gondii (attività sinergica con pirimetamina), Pneumocystis jirovecii (in combinazione con primaquina).
Resistenza: I meccanismi includono modificazione del sito di legame ribosomiale (metilazione 23S rRNA determinata da geni ermB), espulsione attiva (pompe efflux), inattivazione enzimatica (nucleotidiltransferasi). La resistenza crociata con i macrolidi (eritromicina, claritromicina, azitromicina) è frequente e mediata dai geni erm.
PK/PD
La clindamicina è un antibiotico tempo-dipendente con effetto post-antibiotico (PAE) prolungato contro gli anaerobi e gli stafilococchi. L’indice predittivo di efficacia è il tempo in cui la concentrazione libera supera il MIC (fT>MIC), target terapeutico 40-50% dell’intervallo posologico.
5.2 Proprietà Farmacocinetiche
- Assorbimento
- Biodisponibilità orale del 90% circa. Picco plasmatico (Cmax) di 2,5-3 μg/ml dopo 300 mg per os, raggiunto entro 45 minuti. L’assorbimento non è influenzato significativamente dagli alimenti, sebbene un pasto ricco di grassi possa ritardare leggermente il Tmax. La formulazione pediatrica (palmitato) è idrolizzata in clindamicina attiva a livello intestinale.
- Distribuzione
- Volume di distribuzione (Vd) di circa 0,6-1,2 L/kg. Diffusione eccellente in tessuti e liquidi organici: ossa (concentrazioni pari al 40% di quelle sieriche), articolazioni, tessuto tonsillare, polmoni, pleura, fegato, milza, reni. Penetra nella pelle e nei tessuti molli (utile per infezioni cutanee complicate). Atraversa la barriera ematoencefalica scarsamente in assenza di meningite (concentrazioni liquorali 5-10% del siero), ma penetra meglio con infiammazione meningea (40%). Alta concentrazione nel liquido prostatico, bile e liquido peritoneale.
- Legame proteico
- Approssimativamente 92-94% legata alle proteine plasmatiche (principalmente albumina). La forma libera attiva è circa il 6-8%.
- Metabolismo
- Estensivo metabolismo epatico di primo passaggio e sistemico, principalmente mediante ossidazione da parte del citocromo P450 (isoforme CYP3A4 e CYP3A5) e coniugazione glucuronica. Si formano metaboliti attivi (clindamicina sulfoxide e demetilclindamicina), sebbene meno attivi del composto parentale, e inattivi (acido clindamico).
- Eliminazione
- Emivita plasmatica di 2-3 ore negli adulti con funzionalità renale ed epatica normali. Allungamento a 4-6 ore in pazienti con grave insufficienza renale o epatica. Eliminazione bilire: circa il 90% viene escreto nelle feci come farmaco inalterato (10%) e metaboliti (90%); il 10% circa viene eliminato per via renale (urina) come metaboliti inattivi. Non è rimovibile significativamente mediante emodialisi o dialisi peritoneale.
5.3 Dati Preclinici di Sicurezza
Studi di tossicità acuta su roditori hanno evidenziato DL50 orale >2000 mg/kg. Studi di tossicità subcronica e cronica su cani (modello predittivo per colite umana) hanno confermato l’induzione di enterocolite pseudomembranosa a dosi elevate, confermando il meccanismo di tossicità specifico della classe. Studi di carcinogenicità a lungo termine non hanno evidenziato potenziale oncogeno. Studi di tossicità sulla riproduzione non hanno evidenziato teratogenicità o effetti sulla fertilità in roditori a dosi fino a 600 mg/kg/die.
6. Dati Farmaceutici
6.1 Elenco degli Eccipienti
Capsule 75 mg, 150 mg, 300 mg: Amido di mais, talco, stearato di magnesio, biossido di silicio colloidale anidro. Guscio: gelatina, ossido di ferro rosso (E172), ossido di ferro nero (E172) per la 300 mg, titanio biossido (E171).
Soluzione iniettabile: Clindamicina fosfato, edetato disodico, benzil alcol 0,9% (conservante), idrossido di sodio o acido cloridrico per aggiustamento pH, acqua per preparazioni iniettabili.
Crema vaginale 2%: Glicerile monostearato, polysorbate 80, olio minerale, alcol cetilstearilico, sodio lauroil sarcosinato, acqua purificata, glicerina, alcool benzilico (conservante).
Soluzione cutanea: Alcool isopropilico, glicerina, sodio lauroil sarcosinato, aroma, acqua purificata.
6.2 Incompatibilità
La soluzione iniettabile di clindamicina fosfato è fisicamente e chimicamente incompatibile con:
- Soluzioni contenenti aminofillina, fenitoina, barbiturici, amfotericina B, magnesio solfato, calcio gluconato.
- Soluzioni alcaline (pH >7.5) che precipitano il farmaco (clindamicina base libera).
- Eritromicina gluceptato (formazione di complessi insolubili).
- Tobramicina solfato (inattivazione reciproca).
Non miscelare nella stessa siringa o fleboclisi con soluzioni glucosate al 10% o 50% senza diluizione intermedia, per rischio di precipitazione cristallina.
6.3 Periodo di Validità
Capsule: 3 anni dalla data di fabbricazione.
Soluzione iniettabile: 24 mesi.
Crema vaginale: 24 mesi.
Soluzione cutanea: 36 mesi.
Dopo apertura del flacone di soluzione orale (granulato ricostituito): 14 giorni in frigorifero (2-8°C).
6.4 Precauzioni Particolari per la Conservazione
Conservare a temperatura inferiore ai 25°C, al riparo dalla luce e dall’umidità. Non congelare le soluzioni iniettabili o la crema. Le capsule devono essere mantenute nel contenitore originale con tappo di sicurezza per bambini.
6.5 Natura e Contenuto della Confezione
Capsule: Blister PVC/PVDC/Alluminio da 12, 16, 20, 24, 30, 40 capsule.
Soluzione iniettabile: Fiale di vetro scuro da 2 ml, 4 ml, 6 ml (confezioni da 5, 10, 50 fiale) oppure flaconcini di polipropilene da 2 ml, 4 ml.
Granulato orale: Flacone HDPE da 100 ml con misurino dosatore graduato in ml e mg.
Crema vaginale: Tubo alluminio da 40 g con 7 applicatori monouso in plastica.
Ovuli: Blister da 3 ovuli.
6.6 Istruzioni per l’Uso e la Manipolazione
Ricostituzione granulato orale: Aggiungere acqua purificata fino al segno di livello sul flacone. Agitare vigorosamente fino a completa sospensione omogenea. Conservare in verticale in frigorifero. Agitare prima di ogni uso.
Preparazione infusione IV: Diluire la dose prescritta in 250-1000 ml di soluzione fisiologica (NaCl 0,9%) o glucosata (Glucosio 5%). Le concentrazioni finali devono essere comprese tra 6 e 12 mg/ml (max 18 mg/ml se somministrata per infusione centrale). Non superare 30 mg/minuto di velocità.
Small volume parenteral (IM): Per iniezione intramuscolare, è possibile non diluire, ma la soluzione è irritante; si consiglia diluizione 1:1 con soluzione fisiologica per ridurre il dolore.
7. Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio
Pfizer S.r.l.
Via Isonzo, 59
00198 Roma, Italia
8. Numero dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio
AIC 025337011 (Cleocin 150 mg capsule)
AIC 025337023 (Cleocin 300 mg capsule)
AIC 025337035 (Cleocin fosfato 300 mg/2 ml soluzione iniettabile)
AIC 025337047 (Cleocin fosfato 600 mg/4 ml soluzione iniettabile)
AIC 039417012 (Cleocin crema vaginale 2%)
9. Data della Prima Autorizzazione e del Rinnovo
Prima autorizzazione: 15 marzo 1978
Ultimo rinnovo: 20 novembre 2018
10. Data della Revisione del Testo
Gennaio 2024
Informazioni Aggiuntive per Operatori Sanitari – Profilassi Chirurgica
La clindamicina è raccomandata nelle linee guida internazionali per la profilassi dell’endocardite infettiva in pazienti ad alto rischio che sono allergici alle penicilline, precedentemente ai procedimenti dentali che comportano manipolazione della gengiva o mucosa orale. La dose consigliata è di 600 mg per via orale (o 600 mg IM/IV se non tollera orale) singola dose, 30-60 minuti prima della procedura.
Per la profilassi chirurgica ortopedica o cardiaca in pazienti allergici a β-lattamici, la clindamicina 600-900 mg IV pre-operatorio è efficace contro i batteriemici da stafilococchi e streptococchi.
Nota importante sulla resistenza: Monitorare l’andamento epidemiologico locale di Staphylococcus aureus resistente alla clindamicina (inducibile o costitutiva). L’eritromicina-clindamicina test D-test deve essere eseguito sui ceppi di stafilococchi per rilevare la resistenza inducibile (iMLSb).
Informazioni Aggiuntive – Uso in Bambini e Neonati
Nei neonati prematuri e a termine nei primi 7 giorni di vita, l’emivita si prolunga a 8-12 ore a causa dell’immaturità epatica e renale. La posologia deve essere adattata a 5-6 mg/kg/die divisa in 2 somministrazioni.
Attenzione: La formulazione iniettabile contiene benzil alcol che può causare la “sindrome del gemitto” (gasping syndrome) e mortalità nei neonati prematuri. Usare formulazioni alternative prive di benzil alcol nei neonati, se disponibili, o il granulato orale (privo di benzil alcol) per via enterale.
Farmacovigilanza
Per segnalare un effetto indesiderato o un problema di qualità relativo a questo medicinale, contattare il Titolare AIC o il sistema nazionale di farmacovigilanza (AIFA – www.agenziafarmaco.gov.it/segnalazioni). Le segnalazioni aiutano a raccogliere maggiori informazioni sulla sicurezza del medicinale.






Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.