Foglio Illustrativo: Evista 60 mg compresse rivestite con film
Denominazione del medicinale
Evista 60 mg compresse rivestite con film.
Cloridrato di raloxifene.
Composizione qualitativa e quantitativa
Ogni compressa rivestita con film contiene 60 mg di raloxifene cloridrato, equivalenti a 56 mg di raloxifene base.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1.
Forma farmaceutica
Compressa rivestita con film (compressa).
Compresse bianche o giallo chiaro, ovali, con impresso il codice «4165» su una faccia e «LY» sull’altra.
Informazioni cliniche
Indicazioni terapeutiche
Evista è indicato per:
- Il trattamento e la prevenzione dell’osteoporosi nelle donne post-menopausali, riducendo significativamente l’incidenza delle fratture vertebrali.
- La riduzione del rischio di carcinoma mammario invasivo nelle donne post-menopausali con osteoporosi e nelle donne post-menopausale ad alto rischio di carcinoma mammario invasivo.
Posologia e modo di somministrazione
La posologia raccomandata è di una compressa da 60 mg una volta al giorno.
Evista può essere assunto in qualsiasi momento della giornata, indipendentemente dai pasti. Ciascuna compressa deve essere inghiottita intera con un bicchiere d’acqua. Non è necessario masticare o spezzare la compressa.
Per le donne in trattamento per l’osteoporosi, il trattamento deve proseguire per tutto il periodo in cui il paziente è a rischio di frattura. Il medico deve valutare periodicamente la necessità di continuare la terapia, considerando il profilo di rischio individuale della paziente, inclusa l’età, la densità minerale ossea (BMD), i fattori di rischio clinici per le fratture, e la presenza o meno di eventi avversi.
Per le donne in trattamento per la riduzione del rischio di carcinoma mammario invasivo, la decisione sulla durata della terapia deve basarsi sul profilo di rischio individuale della paziente per il tumore al seno e sul bilancio rischio/beneficio individuale, tenendo conto dei potenziali eventi avversi, in particolare quelli cardiovascolari e tromboembolici.
Pazienti anziane: Non è necessario alcun aggiustamento posologico per le pazienti anziane. Tuttavia, data l’età avanzata, è necessario un monitoraggio più attento degli effetti indesiderati, in particolare quelli cardiovascolari e tromboembolici.
Insufficienza renale: Non è necessario alcun aggiustamento posologiale per le pazienti con insufficienza renale lieve (clearance della creatinina 50-80 ml/min). Evista deve essere usato con cautela nelle pazienti con insufficienza renale moderata (clearance della creatinina 30-50 ml/min) ed è controindicato nelle pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min).
Insufficienza epatica: Non è necessario alcun aggiustamento posologico per le pazienti con insufficienza epatica lieve. Evista deve essere usato con cautela nelle pazienti con insufficienza epatica moderata ed è controindicato nelle pazienti con insufficienza epatica grave.
Controindicazioni
Evista è controindicato nelle seguenti condizioni:
- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nella sezione 6.1.
- Storia pregressa o attuale di trombosi venosa, inclusa trombosi venosa profonda (TVP), embolia polmonare (EP) e trombosi venosa retinica.
- Immobilizzazione prolungata (ad esempio, riposo a letto prolungato, interventi chirurgici ortopedici maggiori). Evista deve essere sospeso almeno 72 ore prima e durante periodi di immobilizzazione prolungata. Il trattamento può essere ripristinato solo quando la paziente è completamente mobile.
- Sanguinamento uterino anomalo di eziologia non determinata.
- Carcinoma dell’endometrio.
- Gravidanza e allattamento (vedere sezione 4.6).
- Insufficienza epatica grave.
- Insufficienza renale grave.
- Grave ipertrigliceridemia.
Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego
Rischio di eventi tromboembolici venosi (VTE)
Gli studi clinici hanno dimostrato un aumento del rischio di eventi tromboembolici venosi (trombosi venosa profonda, embolia polmonare e trombosi venosa retinica) nelle donne trattate con raloxifene. Il rischio assoluto durante il primo anno di terapia è di circa 1 per 100 donne (circa 3 casi ogni 1.000 donne-anno) contro 1 per 1.000 donne nel gruppo placebo. Il rischio diminuisce nei successivi anni di trattamento, ma rimane più alto rispetto al placebo.
Le pazienti devono essere informate del rischio di VTE e delle condizioni che possono aumentare questo rischio, inclusi:
- Storia pregressa di VTE.
- Obesità.
- Età avanzata.
- Immobilizzazione prolungata (viaggi aerei di lunga durata, riposo a letto).
- Interventi chirurgici maggiori, in particolare quelli ortopedici e ginecologici.
- Malignità.
- Traumi maggiori.
- Insufficienza cardiaca congestizia.
- Condizioni ipercoagulabili ereditarie o acquisite (resistenza alla proteina C attivata, deficit di proteina S, anticorpi antifosfolipidi, deficit di antitrombina).
Evista deve essere sospeso almeno 72 ore prima di interventi chirurgici elettivi o periodi di immobilizzazione prolungata previsti, e il trattamento deve essere ripristinato solo dopo il completo ripristino della mobilità. In caso di immobilizzazione improvvisa (ad esempio, trauma ortopedico), il trattamento deve essere interrotto immediatamente e mantenuta un’adeguata profilassi antitrombotica.
Rischio cardiovascolare
In uno studio clinico di grande dimensione (studio RUTH), il raloxifene non ha aumentato il rischio di eventi coronarici maggiori nel complesso della popolazione studiata. Tuttavia, nelle donne con elevato rischio cardiovascolare pre-esistente o con eventi cardiovascolari recenti, è stato osservato un aumento statisticamente significativo della mortalità per ictus (circa 1.2 vs 1 per 100 donne-anno nel gruppo placebo). Pertanto, il beneficio/rischio deve essere attentamente valutato nelle donne con storia pregressa di ictus o con fattori di rischio importanti per l’ictus (fibrillazione atriale, ipertensione non controllata, fumo).
Rischio di carcinoma dell’endometrio
Il raloxifene non stimola l’endometrio. Nei dati clinici disponibili non si è osservato un aumento del rischio di carcinoma dell’endometrio. Tuttavia, un qualsiasi sanguinamento uterino anomalo durante il trattamento con Evista deve essere attentamente investigato per escludere patologie maligne o premaligne.
Rischio di carcinoma mammario
Evista riduce l’incidenza del carcinoma mammario invasivo, ma principalmente di quello estrogeno-recettore positivo (ER+). Non riduce l’incidenza del carcinoma mammario ER-negativo. Pertanto, eventuali noduli mammari o altri segni e sintomi sospetti che si manifestano durante il trattamento devono essere attentamente investigati, poiché potrebbero rappresentare una neoplasia ER-negativa non influenzata dal trattamento.
Altre precauzioni
Il raloxifene non previene le fratture dell’anca. La decisione di iniziare il trattamento deve considerare il profilo di rischio specifico della paziente. Le pazienti devono assicurare un adeguato apporto di calcio (1000-1500 mg/giorno) e vitamina D (400-800 UI/giorno) durante il trattamento.
Devono essere escluse cause secondarie di osteoporosi (iperparatiroidismo, ipertesismo surrenalico, ipertiroidismo, malattia di Paget, deficit di vitamina D grave, mieloma multiplo, leucemia, linfoma, metastasi ossee) prima di iniziare il trattamento.
Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
Interazioni farmacocinetiche:
Il raloxifene è metabolizzato principalmente nel fegato da glucuronoconiugazione, senza coinvolgimento del sistema citocromo P450. Pertanto, le interazioni farmacocinetiche con substrati, induttori o inibitori del CYP450 sono improbabili.
| Medicinale | Effetto | Raccomandazione |
|---|---|---|
| Colestiramina | Riduzione dell’assorbimento del raloxifene del 60% e riduzione della biodisponibilità del 40% | Evitare l’uso concomitante. Se necessario, assumere il raloxifene almeno 2 ore prima o 4-6 ore dopo la colestiramina |
| Antibiotici per via sistemica (amoxicillina, ampicillina, eritromicina) | Possibile riduzione dell’assorbimento del raloxifene | Monitorare l’efficacia; considerare assunzione temporanea di calcio/vitamina D aggiuntiva |
| Warfarin | Possibile riduzione del tempo di protrombina (PT) del 10% | Monitorare il INR al momento dell’inizio o alla sospensione del raloxifene |
| Digossina | Aumento del Cmax della digossina del 9% e dell’AUC del 5% | Monitorare i livelli di digossina |
| Altri farmaci ad elevato legame proteico (>98%) | Possibile competizione per il legame proteico (diazepam, glibenclamide, idrossiclorochina, ibuprofene, naproxene) | Monitorare l’efficacia dei farmaci concomitanti |
| Levotiroxina | Possibile riduzione dell’assorbimento della levotiroxina | Assumere la levotiroxina almeno 4 ore prima o dopo Evista |
Interazioni farmacodinamiche:
Non sono state osservate interazioni clinicamente rilevanti con calcio e vitamina D supplementari, estrogeni per via vaginale o vaginale, progesterone, medrossiprogesterone, testosterone, ibuprofene, indometacina, prednisone o glibenclamide.
L’uso concomitante con estrogeni sistemici non è raccomandato in quanto l’efficacia e la sicurezza di tali associazioni non sono state stabilite.
Fertilità, gravidanza e allattamento
Gravidanza:
Evista è controindicato durante la gravidanza. Non esistono dati sull’uso di raloxifene in donne gravide. Gli studi sugli animali hanno mostrato effetti tossici riproduttivi. Il raloxifene potrebbe causare danni al feto. Se una donna in età fertile inizia il trattamento con Evista, deve essere confermata l’assenza di gravidanza e deve essere consigliata l’adozione di metodi contraccettivi adeguati.
Allattamento:
Evista è controindicato durante l’allattamento. Non è noto se il raloxifene venga escreto nel latte materno. Poiché molti farmaci sono escreti nel latte materno, e considerando il potenziale rischio di effetti avversi gravi sul lattante, deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere il medicinale, tenendo conto dell’importanza del medicinale per la madre.
Fertilità:
Evista è indicato solo per donne post-menopausali. Non ci sono dati relativi agli effetti del raloxifene sulla fertilità umana.
Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Non sono stati condotti studi specifici sugli effetti di Evista sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Tuttavia, alcune reazioni avverse come vertigini, sonnolenza, affaticamento e crampi alle gambe possono compromettere temporaneamente la capacità di guidare o utilizzare macchinari. Le pazienti devono essere avvisate di non guidare o utilizzare macchinari finché non sono certe di tollerare il medicinale.
Effetti indesiderati
Le reazioni avverse riportate sono state raccolte da studi clinici controllati e dall’esperienza post-marketing.
Le reazioni avverse sono elencate di seguito per sistema organico e frequenza. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 a <1/10), non comune (≥1/1.000 a <1/100), raro (≥1/10.000 a <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Reazione avversa |
|---|---|---|
| Infezioni e infestazioni | Comune | Infezione vaginale, infezione del tratto urinario |
| Non comune | Endometrite | |
| Patologie del sangue e del sistema linfatico | Comune | Trombocitopenia |
| Non comune | Tromboflebite superficiale | |
| Patologie del sistema immunitario | Raro | Reazioni di ipersensibilità (compresi angioedema, rash, orticaria, prurito, reazioni anafilattiche) |
| Non nota | Edema di Quincke | |
| Patologie del metabolismo e della nutrizione | Comune | Ipertrigliceridemia, aumento dei trigliceridi plasmatici |
| Patologie psichiatriche | Comune | Insonnia, depressione |
| Non comune | Disturbi del sonno | |
| Raro | Suicidio, pensieri suicidi | |
| Patologie del sistema nervoso | Molto comune | Vampate di calore (hot flushes) |
| Comune | Cefalea, vertigini, sincope, ictus ischemico, emorragia cerebrovascolare, neuropatia periferica, sciatalgia, crampi alle gambe | |
| Patologie dell’occhio | Comune | Trombosi venosa retinica, retinopatia, alterazioni visive |
| Patologie cardiache | Comune | Infarto del miocardio, dolore toracico, edema periferico, fibrillazione atriale, tachicardia, insufficienza cardiaca |
| Non comune | Trombosi arteriosa | |
| Patologie vascolari | Comune | Trombosi venosa profonda, embolia polmonare, flebite, varici |
| Non comune | Embolia arteriosa, trombosi della vena cava, ischemia venosa | |
| Raro | Occlusione vascolare | |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Comune | Embolia polmonare, dispnea, bronchite, sinusite, faringite, tosse, aumento della secrezione bronchiale |
| Patologie gastrointestinali | Comune | Nausea, diarrea, dispepsia, vomito, flatulenza, gastrite, gastroenterite, dolore addominale, aumento dei valori delle transaminasi (GOT, GPT) |
| Non comune | Alterazione del gusto, ittero colestatico, calcoli biliari, pancreatite | |
| Raro | Malattia epatica tossica | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune | Rash, sudorazione, prurito, eczema, eritema, cellulite |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Comune | Crampi alle gambe, artralgia, mialgia, dolore alle estremità, tendinite, sciatica |
| Non comune | Tenosinovite, contratture muscolari | |
| Raro | Fratture atipiche del femore (sottotrocanteriche e diafisarie) | |
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | Comune | Secrezione mammaria, dolore mammario, ingrossamento della mammella, disturbo vaginale, dolore pelvico, leucorrea |
| Non comune | Iperplasia endometriale, polipo endometriale | |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Comune | Edema periferico, affaticamento, febbre, sintomi influenzali, dolore toracico, aumento di peso |
| Esami diagnostici | Non comune | Aumento del tempo di protrombina, alterazioni dei test di funzionalità epatica |
Descrizione di reazioni avverse selezionate:
- Vampate di calore
- Sono la reazione avversa più comune, sperimentata dal 25-30% delle pazienti trattate (vs 15-20% nel gruppo placebo). Di solito sono di lieve o moderata entità e tendono a diminuire durante il primo anno di trattamento. Raramente causano sospensione del trattamento.
- Eventi tromboembolici venosi (VTE)
- Come descritto nella sezione 4.4, il raloxifene aumenta il rischio di TVP ed EP. Il rischio assoluto è di circa 0.7% nel corso di 5 anni di trattamento vs 0.4% nel gruppo placebo.
- Crampi alle gambe
- Si verificano nel 5-7% delle pazienti trattate (vs 2% placebo). Possono essere intensi ma raramente richiedono l’interruzione della terapia.
- Edema periferico
- Occorre nel 3-4% delle pazienti. Può essere associato a insufficienza venosa o cardiaca.
- Fratture atipiche del femore
- Sono state raramente riportate nelle pazienti in trattamento con raloxifene, come con altri farmaci per l’osteoporosi. Queste fratture avvengono a livello sottotrocanterico o diafisario del femore, spesso senza trauma o con trauma minimo, e sono caratterizzate da dolore inguinale o coscia che precede la frattura di settimane o mesi.
- Ipertrigliceridemia
- Nelle pazienti con storia pregressa di ipertrigliceridemia trattate con estrogeni orali, il raloxifene può aumentare i trigliceridi plasmatici. Monitoraggio raccomandato in queste pazienti.
Sovradosaggio
In caso di sovradosaggio accidentale, possono verificarsi nausea, vertigini, vomito, vampate di calore, cefalea e dispepsia. Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento deve essere sintomatico e di supporto. Il raloxifene non è dializzabile.
Proprietà farmacologiche
Proprietà farmacodinamiche
Classe farmacoterapeutica: Modulatori selettivi dei recettori degli estrogeni (SERM). Codice ATC: G03XC01.
Il raloxifene è un modulatore selettivo dei recettori degli estrogeni (SERM) che esercita effetti agonisti o antagonisti sui recettori degli estrogeni a seconda del tessuto bersaglio.
Meccanismo d’azione:
Sull’osso, il raloxifene agisce come agonista, riducendo il riassorbimento osseo e aumentando la densità minerale ossea (BMD). Inibisce gli osteoclasti e riduce il turnover osseo, mantenendo o aumentando la BMD nel rachide e nel femore. Non stimola la formazione di nuovo osso, ma preserva l’architettura trabecolare esistente.
Sulla mammella e sull’endometrio, il raloxifene agisce come antagonista, non stimolando la proliferazione tissutale. Riduce il rischio di carcinoma mammario invasivo agendo come antagonista competitivo sugli estrogeni a livello del tessuto mammario.
Sul sistema cardiovascolare, il raloxifene riduce i livelli di colesterolo totale e LDL-colesterolo, senza influenzare significativamente HDL-colesterolo o trigliceridi nella maggior parte delle pazienti. Non ha effetti significativi sui lipidi nella maggior parte delle pazienti, ma può aumentare i trigliceridi in soggetti predisposti.
Effetti farmacodinamici:
- Riduzione del rischio di fratture vertebrali del 30-50% nei primi anni di trattamento.
- Riduzione del rischio di carcinoma mammario invasivo del 44-76% (principalmente ER-positivi).
- Effetti neutrali o lievemente riduttivi sul rischio di carcinoma endometriale.
- Effetti sui marcatori del turnover osseo: riduzione dei livelli di C-telopeptide cross-linkato del collagene di tipo I (CTX) e altri marcatori di riassorbimento.
Resistenza clinica:
La risposta al trattamento può variare in base ai polimorfismi genetici dei recettori degli estrogeni, all’età della menopausa, e allo stato della BMD basale.
Proprietà farmacocinetiche
Assorbimento:
La biodisponibilità assoluta del raloxifene è circa del 2% (range 1-7%), a causa di un esteso metabolismo di primo passaggio e presistemico. Il picco di concentrazione plasmatica (Cmax) viene raggiunto entro 6 ore dalla somministrazione orale. L’assorbimento è influenzato dall’assunzione concomitante di cibo, che aumenta la biodisponibilità del 20-40% ma non influenza la Cmax o l’AUC in modo clinicamente rilevante.
Distribuzione:
Il raloxifene è fortemente legato alle proteine plasmatiche (>98%), principalmente all’albumina e all’alfa-1-glicoproteina acida. Il volume apparente di distribuzione non viene determinato a causa del basso assorbimento sistemico. Il farmaco si distribuisce ampiamente nei tessuti, con una concentrazione particolarmente elevata nel grasso corporeo.
Biotrasformazione:
Il raloxifene non è metabolizzato dal sistema citocromo P450. Viene metabolizzato principalmente attraverso la glucuronoconiugazione nel fegato e nell’intestino, formando metaboliti glucuronidi coniugati. Il raloxifene subisce anche un circolo enteroepatico, con secrezione biliare e possibile riassorbimento intestinale.
Eliminazione:
L’emivita plasmatica di eliminazione del raloxifene è di 27.7 ± 10.4 ore, consentendo una somministrazione una volta al giorno. Meno dell’1% della dose viene escreto immodificato nelle urine. Il 94% della dose assorbita viene eliminato principalmente nelle feci come metaboliti coniugati, con una piccola frazione escreta nelle urine (meno del 0.2%).
Linearietà/Non linearietà:
La farmacocinetica del raloxifene è lineare nell’intervallo di dosaggio da 30 a 150 mg.
Pazienti con insufficienza renale:
Nelle pazienti con insufficienza renale lieve (CrCl 50-80 ml/min), l’AUC del raloxifene aumenta del 27% rispetto ai soggetti con funzione renale normale. Nelle pazienti con insufficienza renale moderata (CrCl 30-50 ml/min), l’AUC aumenta del 52%. Nelle pazienti con insufficienza renale grave (<30 ml/min), i dati sono limitati ma si osserva un aumento significativo dell'esposizione, pertanto il farmaco è controindicato.
Pazienti con insufficienza epatica:
Nelle pazienti con cirrosi epatica lieve (Child-Pugh Classe A), l’AUC aumenta del 39% e la Cmax del 46% rispetto ai controlli sani. Nelle pazienti con cirrosi moderata o grave, i dati sono insufficienti e il farmaco è controindicato nelle forme gravi.
Popolazione pediatrica:
Evista non è indicato per uso pediatrico e non sono disponibili dati farmacocinetici in questa popolazione.
Dati preclinici di sicurezza
Gli studi preclinici hanno mostrato che il raloxifene non è genotossico né cancerogeno. Negli studi di tossicità a dosi elevate, sono stati osservati effetti sul sistema riproduttivo femminile (atresia follicolare, riduzione del peso dell’utero e delle ovaie) coerenti con il meccanismo farmacologico del farmaco. Non sono stati osservati effetti teratogeni negli studi su animali, ma il raloxifene ha mostrato tossicità riproduttiva e effetti embriotossici/fetotossici a dosi elevate.
Negli studi di carcinogenesi a lungo termine sui roditori, non si è osservato aumento dell’incidenza di tumori mammari o endometriali, coerentemente con l’attività antiestrogenica del farmaco in questi tessuti.
Caratteristiche farmaceutiche
Elenco degli eccipienti
Nucleo della compressa: fosfato di calcio tribasico, cellulosa microcristallina, crospovidone, polisorbato 80, povidone K30, magnesio stearato.
Rivestimento: macrogol 3350, polisorbato 80, povidone K90, opadry bianco (ipromellosa, titanio diossido (E171), macrogol 400, polisorbato 80).
Incompatibilità
Non pertinente.
Periodo di validità
3 anni.
Precauzioni particolari per la conservazione
Non conservare a temperatura superiore ai 30°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità. Non usare dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.
Natura e contenuto della confezione
Blister in PVC/PVDC/Alluminio. Confezioni da 14, 28, 30, 84, 90 compresse.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Nessuna istruzione speciale. Ogni compressa deve essere ingerita intera con un bicchiere d’acqua. Non masticare o dividere la compressa.
Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Eli Lilly Italia S.p.A.
Via Gramsci 731-733
50019 Sesto Fiorentino (FI)
Italia
Numeri dell’autorizzazione all’immissione in commercio
EU/1/98/074/001 – 028
Data della prima autorizzazione/renovazione dell’autorizzazione
Data della prima autorizzazione: 15 luglio 1998.
Data dell’ultima renovazione: 15 luglio 2008.
Data della revisione del testo
Maggio 2024.
Informazioni dettagliate per i medici prescrittori
Il raloxifene rappresenta un’opzione terapeutica importante nel panorama dei trattamenti dell’osteoporosi post-menopausale, offrendo il vantaggio aggiuntivo della riduzione del rischio di carcinoma mammario invasivo. Tuttavia, la prescrizione richiede una attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio, in particolare riguardo agli eventi tromboembolici venosi e agli eventi cerebrovascolari.
Monitoraggio durante il trattamento:
- Valutazione della densità minerale ossea (DXA) dopo 1-2 anni di trattamento per verificare la risposta.
- Monitoraggio dei livelli di 25-idrossivitamina D e correzione di eventuali carenze prima e durante il trattamento.
- Valutazione clinica periodica per eventuali segni di VTE (gonfiore, dolore, eritema agli arti inferiori, dispnea improvvisa).
- Esame clinico mammografico annuale come raccomandato dalle linee guida per lo screening.
- Nelle pazienti con storia di ipertrigliceridemia: dosaggio dei trigliceridi dopo 3 mesi dall’inizio della terapia.
Interruzione temporanea della terapia:
La terapia deve essere sospesa almeno 72 ore prima di interventi chirurgici maggiori o immobilizzazione prolungata prevista. In caso di immobilizzazione improvvisa (frattura, trauma), il trattamento deve essere interrotto immediatamente. Il ripristino della terapia deve avvenire solo dopo il completo ripristino della mobilità, valutando caso per caso il rapporto rischio/beneficio.
Alternative terapeutiche:
Nelle pazienti con elevato rischio di fratture dell’anca o di VTE, potrebbero essere considerati alternative come gli inibitori della RANKL (denosumab), bifosfonati, o teriparatide, a seconda del profilo di rischio individuale.
Per informazioni più dettagliate consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) disponibile su www.agenziafarmaco.gov.it o presso il Titolare dell’AIC.
Questo medicinale è soggetto a monitoraggio addizionale: sarà fondamentale segnalare qualsiasi nuova reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.






Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.